Giovedì 1 Novembre:

Il volo delle 16 puntualissimo fa rotta su Saragozza sorvolando in parte la Liguria e la Costa azzurra e dal piccolo oblò mi godo uno stupendo panorama tra l’azzurro del mare e il sole che pian piano scende all’orizzonte.

Giungiamo all’aeroporto di Saragozza che è ancora chiaro verso le 17 e 15 e la prima impressione atterrando è che intorno alla città non c’e’ nulla ovvero, quasi il deserto ci circonda, e anche una brezza non indifferente ci fa decidere di chiamar un taxi (25 euro)per raggiungere l’albergo invece che attendere.. l’autobus.

Posiamo valige e zainetti nella camera assegnataci e poco dopo usciamo per vedere come si presenta la città. Io come sempre con la piantina della città e guida della Lonley Planet per le informazioni sui monumenti. L’Animal con la compatta digitale per i primi scatti ai monumenti, il Nam, mani in tasca e berretto in testa !

Saragozza non è grande, avevo letto, riusciremo molto velocemente a vedere almeno da fuori molti palazzi e chiese della zona vecchia nella stessa prima sera.

In ogni modo la piazza principale lunga un centinaio di metri almeno si presenta davanti a noi illumina a giorno da potenti fari. E’ la Piazza del Pilar, simbolo della città, con annessa la sua basilica. La leggenda racconta che la basilica sia stata costruita su richiesta specifica della Madonna apparsa all’apostolo Santiago su una colonna (el pilar appunto)che è all’interno della basilica e oggetto di riti feticisti da parte della popolazione credente.

Alle due estremità della piazza, una cascata d’acqua da un’altezza di quasi 5 metri scende da una struttura di forma particolare di cemento fino a circa in metro per formare dopo un piccolo salto una piccola scorta d’acqua …, dalla parte opposta la facciata di un’altra chiesa importante di Saragozza è la Cattedrale de La Seo originariamente una moschea araba di recente restaurata è dal 2001 patrimonio dell’ Unesco. Nelle immediate vicinanze … fantastici giochi d’acqua e di luci in due distinte aree di varie forme geometriche, sopra di loro l’imponente statua del Goya, pittore spagnolo domina l’estremità della piazza.

Procediamo lungo alcune stradine de El Tubo, in altre parole la zona centrale della città anche alla ricerca di un posto per mangiar qualcosa. Avevo letto che in Spagna esistono dei bar dove si mangiano le Tapas, in altre parole, piccola razione di cibo servita con bevanda, fatta con pane da baghette con sopra ogni tipo di delizia da quelle al salmone, le migliori a nostro giudizio, a quelle con la carne, con le salse, con la salsiccia piu’o meno piccanti ecc ecc. Ecco che per la prima sera, non sarò l’unica…entriamo nella tapas “ Erzo” appena fuori del centro vero e proprio per assaggiare, anzi saziarsi di almeno 5/6 tapas a testa bagnate con della buona cerveza, naturalmente.

L’ambiente è molto piccolo, pieno di persone che assalgono il piccolo bancone del bar per prendere le ultime specialità appena sfornate, ci piace molto il posto, il luogo mette allegria…

Restiamo ancora un po’ lì e poi usciamo per camminare lungo le strade affollate di ragazzi ma non solo, anche di persone adulte. Tutte un po’ di corsa, non si capisce bene per quale strano appuntamento o alla ricerca di qualche altro locale per passare la serata. Cosi’ facciamo noi un po’ ancora inesperti della città. Sempre con la mia cartina per localizzare bene la nostra posizione seguiamo un percorso lungo i lati esterni della zona centrale osservando l’architettura della città ma anche folle di ragazze …!L’Animal si scatena con le foto e spesso mi chiede consigli, (al maestro..), su come impostare la digit per le foto notturne, io osservo quello che fa, non sempre approvo però. La mia reflex invece alla sera ho preferito lasciarla in albergo, troppo pesante.. da portarsi sempre al collo..Alla fine entriamo nella Canterbury taverna, come dice il nome una classica birreria inglese, dove un po’ di musica allieta la serata, Non facciamo tardissimo, anche se scopriamo che l’albergo era proprio a 3 minuti a piedi.

Venerdì 2 Novembre:

Dopo una rifocillante e sostanziosa colazione comincia la vera visita alla città.

Proprio situato a fianco dell’albergo passiamo all’interno dello stabile del “Mercado central”. Negli infiniti banchi di pesce, di frutta, di carne e ogni altro genere di cibo osservo la gente che fa la spesa e i loro comportamenti. In ogni banco qualcuno compra qualcosa, non c’e’ quello che fa i super affari e chi non vende niente….Comincio a fotografare e cerco le situazioni migliori, più caratteristiche, è la mia passione… arriviamo poi a resti delle mura romane e alla torre de Zunda da dove si dominano bene i campanili della Piazza del Pilar. da un’altra angolatura si vede il ponte dove sotto passa  l’Ebro il fiume che bagna Saragozza . Ponte segnato anche come passaggio per il cammino di Satiago di Compostela…

Giungiamo quindi nell’adiacente e maestosa Piazza e visitiamo l’interno della basilica dove folle di fedeli ascoltano messe nei vari altari presenti all’interno. Di rilievo un enorme pala d’altare in alabastro al centro della chiesa. Non si potrebbe fotografare ma qualche scatto alle navate e al pilar riesco lo stesso a farlo. Proseguiamo quindi per la piazza passando sotto l’arco del Dean dietro la Seo. Abbiamo preferito non entrare nei vari musei ma di lasciarli per il giorno successivo dove acquistando la Zaragozza card siamo riusciti ad entrare quasi dappertutto gratis.Altri posti importanti da visitare nella mattinata sono stati il palazzo universitario la Puerta del Carmen la chiesa di Santiago dove abbiamo anche assistito ad un matrimonio. Poi passeggiando lungo Paseo Indipendenza si arriva alla Plaza de Spagna, un punto cardine della città. Interessante la chiesa di San Paolo Apostolo posta a sinistra rispetto al centro. Molti negozietti stile cinese.. e di frutta secca destano la mia curiosità (fotografica) invece Nam e l’Animal fanno anche acquisti di dolciumi e acqua e saponette profumate, specialità del posto. Camminare sì ma ogni tanto bisogna anche riposarsi e mangiar qualcosa e allora entriamo da Gourmet per un altro giro di tapas, ma forse erano più piccoli piatti di carne quelli che hanno ordinato loro, il mio diciamo che assomigliava più a peperoni sott’olio e sardine…la prossima volta mi prendo una tapas, forse sarebbe stato meglio !

Si gira e si rigira piu’ o meno nelle stesse zone ancora un pò per ritornare al centro della Piazza lungo Calle Alfonso. Bellissima via pedonale che collega in sostanza Plaza de Spagna alla Basilica di Pilar lungo tra due file di lampioni che di sera si illuminano di una luce bianchissima. Quì si trovano i maggiori negozi della città, dei bei negozietti di souvenir, ristoranti e tapas, naturalmente, una sorta di punto di partenza e di ritrovo per compagnie, turisti, artisti di strada, suonatori…

Il primo giorno passa così …pensando un po’ a come organizzare la giornata successiva torniamo un paio d’ore in albergo per riposarci, per farci una doccia.

Torniamo quindi in centro intorno alle 21 ora di cena per gli spagnoli…dove gli orari sono un po’ spostati in avanti rispetto alle abitudini di noi italiani.

Troviamo interessante il ristorante Ginos proprio in Calle Alfonso e anche se praticamente cucina italiana apprezziamo molto le pietanze e in particolar il mezzo litro d’Alcorta vino rosso che consiglio se passate in quelle zone. Locale molto bello con ottimo jazz fusion di sottofondo, il Nam, patito di jazz riconosce artisti e canzoni a me totalmente sconosciute.

Paghiamo una cifra accettabile (18 a testa) e c’immergiamo nella folla di gente che va e viene in tutte le direzioni nella grande Plaza de Spagna. Non è freddissimo, si sta mene con un giubbetto, Nam calza il berretto, invece l’Animal soffre un po’freddo ai piedi, forse per i mocassini… ….passeggiamo e chiacchieriamo, ci organizziamo per l’indomani. ..

Un bar della serie.. botti di birra come tavolini, sui muri attacco di tutto e di più ..sembra far al caso nostro, entriamo e un po’ stufo di birra preferisco sorseggiare un bel Bayles mentre l’Animal non smette di parlare con un bel mojito davanti, anzi ne vorrebbe subito un altro…Nam si accontenta di una cerveza e non smette di fissare la mora seduta davanti a lui..

Torniamo anche nella taverna della sera prima di rientrare in albergo c’e’ gente interessante, c’e’ un bel movimento insomma intendo dire…musica giusta…

Sabato 3 Novembre:

Colazione obbligatoria innanzi tutto, ci muoviamo vero le 10 per raggiungere la Piazza del Pilar dove per 12 euro all’ufficio del turismo acquistiamo la Zaragozza card e una bella guida. Abbiamo quindi diritto ad una serie d’ingressi gratuiti nei maggiori musei oltre a poter salire sul bus turistico per visitare la città comodamente seduti.

Il primo bus della giornata che ci avrebbe portato anche a visitare l’area dove sorgerà l’Expo 2008 partiva alle 11. Ne approfittiamo per visitare il museo di scavi sotterranei, nonché i resti romani del sistema fognario all’epoca di Tiberio Troviamo aperta poi la Cattedrale gotica di La Seo, chiusa venerdì, ne approfittiamo per entrare, con la card, gratis e posso dire che questa è per me la più bella chiesa di Saragozza. All’interno costituito da 5 navate con cappelle laterali si trova l’alare principale con splendidi rilievi. Qualche foto non me la toglie nessuno anche se tanto di cartello lo vietava assolutamente ..!Mi piace molto fotografare le chiese, mi piace fare foto ai matrimoni…!

Prendiamo quindi il bus anche se le cuffiette per la spiegazione in italiano non funzionavano, ma dopo di tutto non era difficile seguire la spiegazione in spagnolo dello speaker…

Il giro di un’ora circa prevedeva appunto la visita dei cantieri ancora aperti tuttora che vi scrivo della vastissima area destinata all’esposizione del giugno/settembre 2008 che tratterà il tema “Acqua e Sviluppo Sostenibile”, un progetto che si prevede attrarrà milioni di persone.

Il bus ci ferma poi nei pressi dell’altra grande opera di Saragozza, il Palacio de la Aljaferia odierna sede del Parlamento dell’Aragona e racchiude secoli di storia e cultura.

Purtroppo intorno a questa fortezza con  possenti torri ai  lati in epoca recente l’urbanizzazione della città ne ha costruito orribili palazzoni, ma a suo tempo il palazzo deve essere stato molto bello e comunque dichiarato anche questo patrimonio dell’ Umanità dal 2001. All’interno un giardino fiorito, stupende colonne e ampi saloni sono meta di visitatori, che come noi entriamo gratis grazie alla card.

Tra le mura e il castello un fossato molto ampio, sicuramente da difesa permette di compiere a piedi tutto il perimetro e osservare meglio (e fotografare) i  torrioni . Un ponte levatoio, ora rimodernato univa le due sponde.

Non poteva mancare a Saragozza un area per le corride, ovvero la Plaza de Toro, ma l’abbiamo sempre trovata chiusa, allora mi sono accontentato di fotografarla da fuori.

Mangiamo un buon panino all’interno di un immenso centro commerciale a 6 piani El Corte Ingles considerato al primo posto dei grandi magazzini di tutta la Spagna. Qui ci riposiamo un po’ ……

Un giro per qualche negozio di souvenir in centro tanto per non smentirci turisti e poi visitiamo il museo del teatro di Caesaraugusta, dove le rovine del teatro sono il punto focale del museo. All’epoca romana poteva ospitar fino a 6000 persone. Alcune passerelle portano il turista proprio al centro delle rovine. Una struttura moderna di ferro è in grado di coprire totalmente l’area durante rappresentazioni .

Con il solito biglietto l’Animal ed io prendiamo nuovamente il bus per il giro della zona a sud della città, per vedere il palazzo dei congressi e lo stadio di calcio. Nam preferisce rientrare in albergo per riposarsi. Ma non è che questo secondo giro ci abbia molto soddisfatto forse perchè ormai la giornata volgeva al termine e il sole stava tramontando, momento migliore quindi per raggiungere il Ponte di Pietra in prossimità della Piazza del Pilar per fotografare in controluce la basilica con la macchinetta appoggiata su muro con l’autoscatto …ecco qui la sfida alla foto migliore, al tramonto più spettacolare, tra me l’Animal….una dura lotta ….!

Ripassiamo la piazza ormai solamente illuminata dai fari per altre particolari inquadrature soprattutto al mappamondo di cemento del diametro di un 4 metri.. almeno posto stabile vicino alla grande casata d’acqua che di notte, illuminata, mi offre la fantasia di fotografie di riflesso sull’acqua ferma di un piccola area adiacente….

Torniamo anche noi in albergo, Nam dorme…..fa finta, ci riposiamo po’ e organizziamo l’ultima serata a Saragozza. Avevamo visto la pubblicità di certi localini ma dopo invece decidiamo di cercare ancora una volta una tapas che avevamo visto segnata sulla guida. E’ in paseo Indipendenza non lontanissima dal nostro albergo.

Quindi riusciamo e rifatta ancora una volta la magnifica via pedonale che unisce la Piazza del Pilar con Plaza Indipendenza entriamo da Lizzàrran, tipica taverna basca con più di 300 tipi di pincho (spiedini di pollo e aperitivo).Il locale su due livelli, uno per gli assaggi e l’altro con i tavoli anche per compagnie, si presenta già molto affollato di gente. Un po’ a fatica troviamo 3 sgabelli e ci serviamo delle specialità poste sopra il bancone che escono calde dalla cucina. Alla fine nel mio piatto conto 6 stuzzicadenti, ovvero la quantità di tapas che mi sono mangiato e pago quindi in base ai bacchettini rimasti , chiaramente sulla fiducia di non aver spezzato e gettato alcun bacchettino di legno…restiamo un po’ a chiacchierare tra di noi, tentiamo un improbabile approccio con tre signorine… che solo alla fine ci salutano …per averle finalmente concesso lo sgabello ..!!

Alla fine torniamo nuovamente nella taverna delle sere precedenti, che a quell’ora si era veramente riempita di gente e della bella musica disco allietava la serata. Balliamo un po’ e consumiamo qualche birretta stavolta fino a circa alle 3 di notte per dopo rientrare.

Domenica 4 :

Ultime ore prima di rientrar in Italia.

Paghiamo il conto dell’albergo e pensavamo di trovare addebitate anche le colazioni invece, forse non ce le hanno contate…ma verificheremo l’addebito in conto corrente…

Gentilmente possiamo depositare in albergo le valigie per le ore che rimanevamo  a Saragozza e tornare fino alle prime ore del pomeriggio ancora a girovagare per la città anche se essendo domenica tutta i negozi eccetto quelli di souvenir e i bar erano chiusi. Visitiamo ancora alcune chiese che non eravamo entrati nei due giorni precedenti, quasi tutte durante la celebrazione della messa. Particolarmente belle ho trovato la Chiesa de San Miguel de los Navarros ai limiti della città. Entriamo anche al Centro de Historia di Saragozza, un centro internazionale d’arte, pittura, scultura e fotografia e conferenze, una sorta di Biennale veneziana .Molto interessante, mi sono divertito molto con la mia macchina digitale…Dopo una lunga camminata per raggiungere questo luogo decidiamo di ritornare per l’ultima volta nella tapas della sera precedente, tanto c’era piaciuto il posto. Ce la prendiamo veramente con calma dato in ogni modo il tempo era ancora abbastanza lungo prima di chiamare il taxi per l’aeroporto.

Alla fine un buon caffè…seduti al sole in Piazza del Pilar per ammirare ancora l’architettura e il passaggio…naturalmente. Le ultime foto le scatto qui, mi piace molto cogliere le situazioni più strane che mi capitano davanti all’obbiettivo tra i turisti ignari di essere fotografati, ma per scherzo naturalmente.

Riprendiamo le valige e con il taxi arriviamo in aeroporto ancora con largo anticipo, passando davanti alla nuova stazione ferroviaria ad alta velocità di Saragozza .

Rivediamo in sostanza tutte le persone che avevano volato con noi al giovedì.

Riportiamo a casa, in valigia i ricordi più belli e le migliori fotografie.