Islanda 2016, il tour dell’Islanda in 2418 km

Mi è già capitato di raccontare le mie vacanze spesso con amici del mio paese ed è sempre piacevole partire con persone con cui dividi spesso gran parte della tua vita. Ma si può presentare l’occasione di vivere una vacanza con persone che non hai mai conosciuto prima e talvolta, non le rivedi neanche più, magari perché abitano distante da te o perché non sempre i rapporti tra gli amici sono duraturi.

 

Sta il fatto che per la mia vacanza in Islanda trovo nuovamente dal sito di viaggio “Avventure del mondo” un bel programma e decido di iscrivermi con partenza il 4 Agosto 2016. Infatti grazie a questo sito ci si può prenotare per un viaggio e appunto condividere la vacanza con altre persone che probabilmente ha avuto la tua stessa idea.

Per abbreviare un po’ il racconto diciamo che dall’aeroporto di Milano Linate ci troviamo in 8 persone, con gli altri 10 partecipanti faremo conoscenza a Berlino, dato che il loro volo partiva da Roma.

In pratica il gruppo Islanda 2000 (che sta per i Km previsti che poi sono stati un po’ di più) si compone in Maurizio, Diego, Andrea, Mirco, Alessia, Patrizia, Patrizia, Anna, Dalia, Vittoria, Maddalena, Sara, Matilde, Monica, Dalia, Paola, Laura ed io, fotografo, naturalmente.

Maurizio, il coordinatore del gruppo ci aveva già ben anticipato sul programma di massima su cosa avremmo visitato di questa isola e tutti i rischi che si poteva trovare nel corso del viaggio, il più a causa delle condizioni meteo del luogo, ma fortunatamente la nostra vacanza si è svolta quasi esclusivamente all’insegna del bel tempo e della spensieratezza del gruppo !

Non mi dilungherò eccessivamente su quel che riguarda aspetti tecnici della vacanza, ma cercherò di essere più veritiero possibile nel mio racconto.

Il programma prevedeva il giro in senso antiorario dell’isola con partenza dalla capitale Reykjavik e in 8 giorni con visita dei maggiori siti (cascate, ghiacciai, brevi trekking su  vulcani ..quasi spenti, escursioni in battello per vedere le balene e gli iceberg ecc.) con tappe da circa 300/350 al giorno e pernottamenti in ostelli o piccole case in camere con letti a castello e cucina in comune .

Allora iniziamo il viaggio alla guida di 2 pulmini a trazione integrale a 9 posti l’uno e con la possibilità di caricare posteriormente gli zaini e le provviste per il cibo, in parte comprate in Italia, visto i prezzi abbastanza elevati dell’isola.

5 Agosto

La prima meta è il parco di Thingvellir (Þingvellir)

“ Parco nazionale patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, insieme alla cascata Gullfoss e ai geyser di Haukadalur, Þingvellir fa parte dei luoghi più famosi d'Islanda, il Circolo d'Oro

Geysir

Sorgente d’acqua calda per antonomasia, da cui tutti gli altri geyser del mondo hanno preso il nome. I geyser si formano quando l’acqua riscaldata dall’energia geotermica rimane intrappolata nelle fenditure del terreno. L’acqua in superficie si raffredda, mentre quella sotterranea si surriscalda, si trasforma in vapore e infine esplode scagliando in aria l’acqua più fredda che sta sopra. Il più famoso si chiama Strokkur il geyser più regolare del mondo (di rado si attende più di 6 minuti per vedere l’acqua mulinare e sparire risucchiata) con uno zampillo dai 15 ai 30 m.

Gullfoss

Soprannominata "cascata d'oro" (dall'islandese: gull "dorato" e foss "cascata") per l'arcobaleno che si forma con il bel tempo. Le acque tumultuose del fiume Hvítá compiono due salti di 11m e 21m di altezza, e proseguono poi lungo una stretta e profonda gola di 2,5 km che si apre nell'altipiano: la gola di Gullfoss.

Gullfoss, soprannominata spesso "la regina di tutte le cascate islandesi" per la teatralità, la bellezza e i giochi di luce del suo doppio salto, fa parte del cosiddetto Golden Circle.”

 

A pochi chilometri dalla fine della prima giornata visitiamo anche la cascata Urridafoss lungo la strada che porta a Hella dove pernottiamo nel campeggio a Arhus a Hella.

6 Agosto

Si riparte per una seconda giornata di visita della zona a sud dell’Islanda.

La prima tappa è alla casata di Seljalandsfoss .

E’ tra le più note cascate dell'Islanda. Il fiume Seljalandsá cade per circa 60m da ciò che in altri tempi era una scogliera sull’oceano (ora distante parecchi chilometri).Facciamo una sosta per una foto di gruppo davanti  ad una fattoria, nello sfondo che’ il vulcano Eyjafjallajökull con la sua ultima eruzione nel 2010 .Si prosegue pochi chilometri per arrivare alla magnifica cascata Skogafoss.Immersa nel paesaggio verde del sud dell'Islanda. Skógafoss è l’ultima cascata di una serie di altre 20 situate sul fiume Skógaá con un salto di 62 m.

Alla grandiosa Skógafoss, depositaria del segreto di Þrasi, è attribuito anche un potere magico: si dice che chiunque si bagni nelle sue acque possa ritrovare un oggetto perduto e a lungo cercato.

La giornata è stupenda e ci permette di salire lungo le scalette per vedere la cascata dall’alto e osservare il panorama mozzafiato davanti a noi fino al mare. Poi raggiungiamo la costa sulle scogliere di Dyrhólaey

Le famose scogliere di origine vulcanica si elevano dal mare per un massimo di 115m. Di fronte alla penisola c'è un arco gigantesco nero di lava sul mare. Háidrangur è il più alto dei faraglioni di Dyrhólaey. In estate molte pulcinelle di mare nidificano sulla scogliera. Nel 1910 sul promontorio è stato costruito un primo faro, mentre l'attuale struttura, risalente al 1927, ha la lente più grande di qualsiasi altro faro in Islanda. Più avanti dall’altra parte della costa arriviamo a Reynisfjara .Imponente crinale che sovrasta Vik, una strada sterrata scende nella nera spiaggia vulcanica di Reynisfjara orlata da un incredibile gruppo di colonne basaltiche (che ricordano un gigantesco organo da chiesa).

Entriamo successivamente nel Parco Nazionale di Skaftafell che si estende tra la parte meridionale del ghiacciaio Vatnajökull il più grande dell'isola e d'Europa, e l'Oceano Atlantico. In tutto il parco colate laviche si alternano a ghiacciai, distese di muschi e licheni contendono il posto a foreste di betulle nane, tipicamente islandesi. Forse in nessun altro luogo come nel parco di Skaftafell si possono ammirare l'uno accanto all'altro i variegati aspetti della terra d'Islanda. Il panorama è molto simile a una veduta alpina, ma l'intera area è stata formata da diversi eventi di natura vulcanica (eruzioni vulcaniche ed esplosioni dei ghiacciai Skeiðarájökull e Skaftafellsjökull) nel corso di migliaia di anni. Terminiamo in bellezza la giornata su un mezzo anfibio per vedere i veri iceberg nella Laguna Jokulsarlon.Una schiera di spettacolari iceberg di un incredibile azzurro luminoso che fluttuano sulla laguna prendendo varie forme, con possibilità di escursioni a piedi, con mezzi anfibi o gommoni. Pernottiamo nell’ostello a Hrollaugsstaðir.

7 Agosto

Ripartiamo per un’altra giornata all’insegna della visita, questa volta in particolare percorrendo la strada dei fiordi a est dell’isola passando per la cittadina di Djupivogur per il pranzo. Adagiato sulla costa orientale dell'Islanda, Djupivogur ha una lunga tradizione di pesca che risale al XVI secolo. Dominato dal monte Bulandstindur, di circa mille metri di altezza, è un piccolo centro piacevole e tranquillo, fatto di un alternarsi di casette bianche e colorate a punteggiare la costa. Continuiamo la nostra strada, anche se il tempo peggiora un po’ e ci impedisce di vedere il fiordo di Fjardaralur causa nebbia e pioggia e quindi raggiungiamo il paesino di Seyoisfjordur, Una spettacolare strada di 40km di addentra in questo fiordo fino a raggiungere il piccolo villaggio di pescatori. Rientriamo sul lago di Lagarfjot che è lungo circa 25 km, ma la sua larghezza non supera i 2,5 km.

Come nel lago scozzese Loch Ness, si dice dimori un mostro, una sorta di creatura spaventosa, chiamata Lagarfljotsormurinn dagli abitanti del luogo, che vivrebbe nelle profondità di questo lago. La più estesa foresta islandese, Hallormsstaðarskógur, si trova vicino a questo lago. Dormiamo a Skipalækur guesthouse

 

8 Agosto

 

Ritorna il bel tempo e percorriamo una strada sterrata con paesaggi lunari in direzione del Parco Nazionale di Jokulsargljufur, che si estende su oltre 150 km quadrati includendo alcuni tra i luoghi più impressionanti e indimenticabili dell'Isola. Il parco prende il nome da un grandioso canyon formato da un fiume, la cui acque arrivano direttamente dal ghiacciaio Vatnajökull, il più grande d'Europa per volume e racchiude un susseguirsi di valli ricche di vegetazione, grotte e formazioni laviche. Arriviamo quindi alla cascata probabilmente più bella di tutta l’Islanda, ovvero Dettifoss . Dettifoss si trova nel Parco Nazionale di Jokulsargljufur e la furia delle sue acque, unita al colore plumbeo dovuto ai sedimenti, è certamente impressionante. Alta 44 m e larga 100, fu originata da un violento terremoto dovuto a un'eruzione vulcanica che deviò il corso del fiume verso una profonda fenditura nella pianura. La sua potenza è tale da scavare il terreno sottostante di diversi cm l’anno (rovescia a valle 193 metri cubi d’acqua al secondo). La sua portata è la maggiore di qualsiasi cascata d’Europa. Poco distante si trova la cascata di Selfoss.Poco più avanti visitiamo il Canyon di Asburgi. Il Rifugio degli Dei. È un enorme canyon a forma di ferro di cavallo, il cui fondo è ricoperto da una fitta vegetazione, per lo più betulle, che possono arrivare anche a 8 m d’altezza. È lungo 3,5 km, e largo 1,1 km, circondato da maestose mura di roccia alte 100 m. Al centro corre per più della metà della sua lunghezza, una solitaria e ripidissima rocca, chiamata Eyjan, l’Isola. Vi è anche un lago chiamato Botnstjörn. La leggenda vuole che Ásbyrgi abbia avuto origine da uno degli otto zoccoli del cavallo di Odino, Sleipnir, Colui che Scivola Veloce. Secondo la mitologia, di color grigio, dotato di otto zampe, è il migliore cavallo che esista, il più veloce, in grado di cavalcare il cielo e le acque, e anche lungo gli altri mondi. Secondo alcune fonti Sleipnir porta delle rune incise sui denti. Proseguiamo quindi verso nord fino al paesino di Raufarhofn per vedere  “The Artic Ange” una sorta di “Stonehenge islandese” .Rientriamo per dormire a Kopasker in un ostello.

 

9 Agosto

 

Partiamo presto per raggiungere Husavik dove con un battello usciamo quasi 3 ore in mare aperto per vedere le balene.

Una piccola città che si trova sulla baia Skjálfandi, che in islandese significa "baia dei tremori" a causa dei continui sommovimenti tellurici. La cittadina è conosciuta per il whalewatching, è addirittura soprannominata la "capitale mondiale del whalewatching": le uscite in barca per ammirare le balene hanno praticamente sempre successo in quanto la baia di Skjálfandi è un vero e proprio crocevia per i cetacei. La baia ospita diversi esemplari di differenti specie di balena, dalle comuni balenottere rostrate e capodogli, alle megattere che compiono impressionanti acrobazie fuori dall'acqua fino alle rare balenottere azzurre, gli animali più grandi del mondo.

Poi proseguiamo verso il Lago Myvatn, Perla indiscussa di questa regione, con panorami di bellezza aspra e ultraterrena, solcati da pozze di fango ribollenti, bizzarre formazioni laviche, bocche fumanti e crateri vulcanici. Myvatn significa “lago dei moscerini” dove il fertile ecosistema acquatico favorisce infatti la riproduzione delle larve dei moscerini che garantiscono la sopravvivenza della ricchissima e variata avifauna del lago.

Arriviamo al Parco di Mamafjall. Bellissima e vasta area di solfatare, fumarole, pareti color ocra, pozze ribollenti di fango e soffioni, dall’intenso odore di zolfo (non si fa il bagno) ma è estremamente affascinante, soprattutto con la luce del fine-pomeriggio. La successiva visita è sul cratere del Vulcano Krafla. Tutta la zona del vulcano Krafla è considerata zona ancora attiva. Nel cratere di Leirhnjukur è possibile osservare la caldera del Krafla e gli strati di lava dell’ultima eruzione che la attraversano. Poi il Lago Viti, imponente cratere brunastro, con una pozza d’acqua turchese al suo interno. Ci tuffiamo per finire la giornata nella acque termali della piscina a Jarbdodin. Dormiamo nel campeggio di Hlio all’interno di un container.. nei pressi del lago Myvatn.

 

10 Agosto

Si riparte alla volta della grotta di Grjótagjá, grotta lavica dove la temperatura dell’acqua è di circa 50 gradi, quindi difficilmente ci si può immergere . All’interno sono stati girati alcune scene di film. Poi di seguito saliamo la fenditura del vulcano Hverfjall da dove si ha un’ottima vista di tutta la vallata sottostante. Camminiamo per un’oretta ancora sulla lava solidificata del cratere di Dimmuborgir. Poi la visita continua su alcuni piccoli crateri nei pressi del paesino di Skútustaðir. Ma la visita più bella della giornata è sicuramente alla grande “Cascata degli Dei”. Goðafoss (dall'islandese: "Cascata degli dèi") è una delle cascate più note e spettacolari d'Islanda. Le acque del fiume Skjálfandafljót cadono per circa 12 metri. Il nome deriva da una leggenda secondo la quale nell'anno 1000 il Þorgeir Þorkelsson Ljósvetningagoð fece del Cristianesimo la religione ufficiale dell'Islanda. Dopo questa conversione si dice che gettò le sue statue degli dèi nordici nella cascata. Una vetrata della chiesa di Akureyri (Akureyrarkirkja) ricorda questa leggenda. Probabilmente il nome cascata degli dei era già usato prima, si narra infatti che gli antichi abitanti dell'Islanda la considerassero sacra poiché nei tre getti principali vedevano rappresentata la sacra triade: Odino, Thor e Frey.

Arriviamo quindi alla città di Akureri.

Di notevole interesse l’imponente chiesa (Akureyrakirkja) col suo grandioso organo a 3200 canne e le splendide vetrate miracolosamente illese nonostante provengano dalla britannica cattedrale di Coventry, rasa al suolo durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Il giardino botanico è uno dei più belli dell'Islanda e ospita una superba raccolta dell'intera flora dell'isola.

Un piccolo mondo alla fine del mondo. Akureyri dista meno di 100 km dal Circolo Polare Artico ma ha la particolarità di avere il porto libero dal ghiaccio anche in inverno, cosa che le ha permesso di divenire un importante centro di pesca. Le prime notizie dell'abitato risalgono al IX secolo ma per un insediamento permanente si dovette attendere fino alla seconda metà del XVIII.

È una città ricca di fiori e dal clima mite. Non a caso la capitale del Nord, così qui viene definita, è stata chiamata Akureyri, ossia lingua di prato. Qui ci concediamo la visita della cittadina e la prima birra in un pub e ceniamo in un buon ristorante il Bautinn in una via del  centro del paese. Passiamo la notte in degli appartamenti in una via centrale di Akureyri.

 

11 Agosto

La giornata parte piovosa e allora ne approfittiamo per fare strada in macchina sperando che il tempo migliori e arriviamo a Blonduos per pausa cappuccino, intanto il tempo va via via migliorando e possiamo visitare la chiesetta di Breiðabólsstaður e poi continuare sulla penisola di Vatnsnes alla ricerca delle foche a Osar e il faraglione di Hvítserkur . Camminando lungo la spiaggia verso sud arriviamo a un punto (corrispondente all’altezza dell’ostello Ósar se si arriva dalla strada) in cui la bassa marea ha creato un isolotto difronte alla spiaggia. E’ lì che un nutrito gruppo di foche se ne sta placidamente a riposo. Appena un gruppetto di persone si allontana lasciandoci soli, alcune cominciano ad avvicinarsi nel tratto di mare che separa la spiaggia dal loro isolotto. Riprendiamo la marcia spediti dopo il pranzo , sempre panini o cosi simili , naturalmente, senza altre fermate lungo la strada a volte sterrata fino nostro ultimo alloggio per la notte nei pressi di Skjoldur ovvero una casa/palestra dove con i tavoli mensa al centro ci disponiamo con i materassini/sacchi a pelo lungo il perimetro della stanza per la passare la notte. L’ultima notte si , perché la successiva prima del rientro in Italia la passeremo un po’ in aeroporto e il resto proprio in aereo.

 

12 Agosto

Ma ci rimane l’ultima giornata per visitare la penisola di Snaefellsnes.Iniziamo però dal paese di Stykkisholmur e dal faro del porto , che essendo in posizione rialzata domina il paesino sottostante. Percorriamo altri 30 km circa per arrivare a Olafsvik per ammirare la piccola baia e il monte Kirkjufell in una magnifica posizione a ridosso di una cascata , quando al tramonto rispecchia sul mare .Ci rimettiamo in macchina per altre scogliere da visitare sulla punta estrema della penisola. Come la spiaggia di Dritvik e con i resti di un relitto della nave Epine GY7 . L’ultima visita prima di arrivare a Reykiavik la facciamo sulla scogliera di Londragar per le ultime foto , per salutare tutti questi posti meravigliosi che abbiamo visto in questi giorni. Raggiungiamo la capitale grazie anche al tunnel sotto il fiordo che ci fa risparmiare tempo. Posteggiamo proprio in prossimità della grade cattedrale, ” Hallgrímskirkja” che con la sua torre di 73 metri è considerata l’edificio più altro dell’Islanda e simbolo della città. E qui per due orette circa facciamo i veri turisti in giro per le vie cittadine, visitando il porto, la città vecchia e ammirando negozietti vari e soprattutto quelli di souvenir per gli ultimi acquisti. La città non è grandissima ma abbastanza graziosa. Il gruppo quindi si divide per ritrovarsi nuovamente davanti alla chiesa per l’appuntamento per cenare al Loki caffè, e assaporare un bel piatto di pesce, prima di andare verso l’aeroporto. Infatti, il nostro aereo era previsto alle 1 di notte, tutto il tempo quindi per arrivare all’aeroporto che dista circa 40 km, riconsegnare i due furgoni ancora in ottimo stato, anche se un po’ sporchi dopo tanta strada, non sempre asfaltata e a volte sotto una pioggia battente e fare il cek-in per l’imbarco. L’aereo si alza in volo per riportarci verso casa, ognuno con i suoi ricordi di una settimana vissuta intensamente contenti prima di tutto aver conosciuto brave persone con tanto spirito di avventura. Poi si sa, le vacanze finiscono e rimangono le fotografie sui desktop dei computer e si continua a sognare ancora !

Un ringraziamento va a tutto il mio gruppo che mi ha sopportato per una settimana con le mie fisse delle foto di gruppo e quelle alle cascate con i filtri della macchina fotografica, ma sono fatto così io e non mi cambiate neanche in Islanda!

Grazie a Maurizio il nostro super coordinatore !

 

E poi lasciatemelo dire ……ma chi l’ha detto che in Islanda piove sempre !!!!!!!!