Se pensate allo stato europeo del  Belgio probabilmente quello che vi viene in mente non sono ne' Bruxelles, ne' Bruges, ne' Anversa.

E' più probabile che per associazione d'idee invece pensiate all'Unione Europea,o secondo i vostri gusti al cioccolato, birra e patatine. Ma i segreti del Belgio si trovano proprio racchiusi in queste tre città tra loro apparentemente diverse ma in realtà molto legate tra di loro:se ne visitate una non potete fare a meno di visitare le altre.

E' sorprendente quanto poco si sappia del Belgio,e delle sue tre principali città che sono state tra i centri medioevali più importanti d'Europa, hanno dato i natali a pittori come Rubens, Bruegel e hanno combattuto molte delle battaglie decisive per l'Europa.

Un tempo Bruges era  uno dei maggiori centri commerciali mondiale,Anversa il centro indiscusso dell'economia europea. Infine Bruxelles aprì la strada all' Art Nouveau ,un movimento d'avanguardia artistica che influenzò l'arte moderna e l'architettura mondiale.

E' con queste premesse  che con i miei amici  decidiamo di raggiungere il Belgio per passarci un fine settimana visitando appunto le tre maggiori città.

Descriverò di seguito tutti gli spostamenti che abbiamo effettuato nei quattro giorni di permanenza . Buona lettura .

L'arrivo a Bruxelles

L'appuntamento fissato per le 5,20 della mattina davanti al distributore della Esso pronti per avviarci verso l'aeroporto di Treviso e' rispettato da tutti.

Le due macchine, quella di Luciano e  la mia ,  otto amici in tutto ci avviano verso l'autostrada A4 .In un'ora e venti minuti raggiungiamo facilmente l'aeroporto .

Il decollo del nostro aereo della Ryanair e' previsto alle 8,20. Abbiamo tutto il tempo per sbrigare le pratiche del controllo dei documenti al check-in, di imbarcare le valige e anche di far colazione nel piccolo bar di fianco al gate.

Prima di iniziare il vero e proprio racconto  mi pareva giusto presentare i miei amici e darvi qualche altra spiegazione sul nostro viaggio.

Cominciamo dalle donne....naturalmente.

Nicoletta: il nostro faro illuminante, lei che conosce tutti i musei, che ci porta a visitare le chiese medioevali.

Stella: la nostra interprete , lei che in queste zone c'era già stata.

Francesca: per lei va bene tutto,cammina e non si lamenta.

Roberta:il nostro punto di riferimento,che siamo andati a trovare, che ci ha fatto conoscere le città.

Gli uomini.

Luciano: silenzioso, instancabile, sempre affamato.

Paolo Nam:sempre con la battuta pronta e con l'occhio sempre in cerca di belle donne.

Paolo D. C.:l'altro interprete e bravissimo ad orientarsi tra le vie cittadine  e la con la  metro.

Paolo L.:lo ricorderemo per le sue lamentele notturne.....

Luca tun: l'ubriacone .

Gianpietro :naturalmente.....io  il fotografo di turno.

Volevo appunto precisare che lo scopo principale del viaggio è stato quello andare a trovare Roberta che per lavoro si trova a Bruxelles per un periodo determinato di circa un anno. Con l'occasione , secondo un programma stilato alcuni giorni prima della partenza abbiamo quindi visitato sia la cittadina di Bruge che Anversa per poi trascorrere l'ultimo giorno a  Bruxelles per far ritorno in Italia la domenica sera .

Foto di gruppo

 

Finalmente decolliamo .

Volare sopra le nuvole e' sempre un'emozione. Non ci sono i posti prenotati in questo tipo di volo a basso costo quindi ci sediamo quasi tutti nella stessa fila. L'aereo e' quasi al completo e io sono vicino al piccolo finestrino ovale proprio sopra l'ala sinistra. Guardare fuori e tentate di scoprire che zone si sta sorvolando non e' facile, le nuvole coprono buona parte della visibilità , ma spuntano le alpi coperte di neve e i canaloni. Si intravede un grande lago, probabilmente il lago di Costanza, in Svizzera, la rotta verso il Belgio dovrebbe sorvolare proprio quella zona. Ma la sensazione più bella è vedere il sole accecante e il blu intenso del  cielo sopra le nuvole. Le hostess passano con una piccola colazione, il minimo indispensabile per sopravvivere. Neanche il tempo di finir di sorseggiare un caffè che già stiamo abbassandoci di quota per prepararci all'atterraggio. Fa una certa impressione il momento in qui l'aereo su butta dentro alle nuvole, un po' si balla ma e' normale. L'ora e dieci di volo e' passata via senza neanche accorgersi e il comandante annuncia l'aereopoto di Charleroi ormai visibile a vista d'occhio.

Da poco arrivata con un volo da proveniente da Brescia, Stella ci attendeva all'interno dell'aeroporto  con un cartello con la scritta  "Haim hier" ovvero " sono qui" . Era un modo scherzoso per darci il benvenuto !!

Tutti trovano la propria valigia allo scarico dei  bagagli dall'aereo, tutti stanno bene, il tempo e' un pò nuvoloso, non proprio caldissimo ma il morale e' alto. La vacanza in Belgio può considerarsi iniziata.

Con un piccolo summit decidiamo come proseguire la giornata: innanzitutto la città di Bruxelles dista dal luogo dove siamo atterrati circa 50 km e l'alternativa al bus per raggiungerla era di noleggiare almeno due macchine per poter muoversi comodamente nei 3 giorni di permanenza. Ma aime',e forse e stato meglio così, non vi erano automezzi disponibili (bisognava averli prenotato con un relativo anticipo) quindi di fretta e furia saliamo sul bus navetta che ci porta direttamente alla Gare du Midi, una delle due grandi stazioni di Bruxelles. Durante il viaggio, lungo una grande arteria statale attraversiamo il paese di Waterloo famoso per la battaglia del 1815 con la disfatta di Napoleone dove si affrontarono 300. 000 uomini di sette nazioni. Un peccato, con la macchina magari ci si avrebbe potuto fermarsi per visitare la "Butte du Lion" per avere una visione del campo di battaglia perfettamente conservato. Arrivati alla stazione con la cartina della città tentiamo di capire dove si trova il nostro albergo e quale direzione della metro prendere per raggiungerlo nel minor tempo possibile anche perché si era fatto quasi ora di pranzo e un pò tutti erano affamati. Acquistato  il biglietto della metro ben obliterato ci avviamo nei sotterranei dove grazie al tabellone luminoso che ne preannuncia con estrema puntualità il suo arrivo. In paio di  minuti raggiungiamo la fermata di Place Luise e a piedi ci dirigiamo finalmente all'albergo che dista circa un chilometro. Qualcuno voleva prendere un tram per far prima , ma le trolley con le loro rotelline scorrono bene anche sul ciottolato dei marciapiedi di Bruxelles. Sono le 12, 30 precise quando arriviamo davanti all'ingresso del Boecks hotel. Ci destinano le 2 camere preventivamente confermate via internet qualche giorno prima. L'albergo non ci sembra male a prima vista,le camere  un po' spartane, c'e' anche la televisione con i canali italiani,il bagno senza chiave, ma per passarci un paio di notti...  credo che poteva andarci anche peggio. Non tutti però dormiremo in questo albergo: Nicoletta e Francesca andranno a dormire nell' appartamento di Roberta che abita un po' più verso il centro della città comunque raggiungibile a piedi con un passo un pò spedito in una ventina di minuti circa. La nostra amica la troveremo solo verso la fine della giornata in centro città, infatti per lei era un normale giorno di lavoro anche se proprio l'11 Novembre per il Belgio e' festa nazionale.

Non sapendo bene dove andare a mangiare ci incamminiamo comunque per le vie cittadine in direzione del centro storico alla ricerca o di una pizzeria o di un locale tipico. Passeggiando, scorgiamo un bel locale , un "american bar". Nella vetrine del bar paste , cioccolata e torte di ogni genere ci fanno venire un gran appetito ed entriamo dentro tutti assieme senza pensarci un attimo. Il locale e' molto bello, c'e' molta gente, ci sono dei piccoli tavolini per due al massimo tre persone, delle mensole con frutta di stagione e bottiglie di vino in esposizione, una grande macchina del caffè stile antico e' situata in fondo al locale, ma ben visibile, non mi dimentico di fotografarla. Al centro del bar, un grande tavolo nero con delle luci al neon bianchissime e molto forti, e' per tre quarti libero, solo tre ragazze ne occupano un angolo. Le sedie alte e rotonde di  questo tavolo sembrano fare proprio al caso nostro. Lo occupiamo praticamente tutto, anzi ci stiamo anche un pò stretti . Ci viene a portare i listini una ragazza molto carina. Ordinare da mangiare e' stata un'impresa. La lingua ufficiale è il francese ma anche il fiammingo è parlato un po' da tutti, e solo grazie a Stella, che di francese ne sa di gran lunga più di tutta la compagnia  molto cortesemente traduce la descrizione delle pietanze. Non era il problema di capire se il piatto era di carne o pesce ma la descrizione abbondava di termini che neanche  ad intuito si riusciva a comprendere di come  effettivamente il piatto era composto. Per farla breve ....il mio piatto era una sorta di formaggi e affettati che si presentavano molto bene e anche molto gustosi al palato. Più facile anche singolarmente invece e' stato ordinare una birra bionda e successivamente una crepe al cioccolato e per finire un caffè lungo.!!!!

Chi più o chi meno contenti del primo pranzo in terra belga ci allontaniamo dal locale non prima di aver scattato numerose fotografie .

Bruxelles e' circondata da una tangenziale, il Ring, che rende  di facile accesso gran parte del distretto centrale. Piu' piccolo il Petit-Ring che racchiude il vecchio centro cittadino diviso tra la citta' Alta e citta' Bassa. La seconda comprende il cento medioevale situato intorno alla imponente Grand-Place, ex piazza del mercato. La città Alta e' molto diversa,si estende a est, sud -est con grandi viali fiancheggiati da palazzi monumentali come il Palais Royal e il Palais de Justice,alcuni grandi musei e zone commerciali, in pratica la zona vicina al nostro albergo.

Proprio il Palazzo di giustizia e' il primo monumento che incontriamo nel nostro cammino un pò senza ben saper dove andare, un po' spaesati. Un colossale palazzo più grande di San Pietro di Roma fu appositamente costruito su una collina come simbolo di ordine e di legge sul progetto di Leopoldo II.

Da questo punto si  gode di una bella vista della parte settentrionale di Bruxelles. Scendiamo il dislivello della collinetta (una decina di metri circa )grazie ad un simpatico ascensore a vetrate , anzi per scherzo facciamo un paio di giri tutti insieme.

Il nostro obbiettivo è di raggiungere la Gran Place, il cuore della città. Per arrivarci però camminiamo circa venti minuti osservando le meraviglie della città . Seguiamo la Rue Haute ,una via piena di negozi di ogni genere e   naturalmente pasticcerie e bar con la cioccolata. Attraversiamo Place de la Chapelle dove la chiesa Eglise Notre Dame in stile gotico -barocco è la piu' antica di Bruxelles. Ci avviciniamo così al centro non prima di ammirare il Mannneken Pis .Considerato simbolo nazionale si tratta di una piccola fontana dove un folletto fa allegramente pipi' su una piscinetta sotto di lui. La statuina alta al massimo mezzo metro, situata all'incrocio tra due vie e' meta continua di migliaia di turisti che non si lasciano scappare una fotografia del folletto la cui leggenda narra che spense il fuoco che stava bruciando la città proprio con la sua pipì.

Gaget e souvenirs a non finire in quelle strette vie cittadine piene di turisti annunciano la piazza piu' grande e piu' conosciuta. In perfetto stile barocco la Grand-Place vanta le sedi delle corporazioni più belle del paese con il bellissimo Hotel de Ville e i famosi caffè all'aperto. Nascosta nel nucleo della città vecchia viene rilevata  solo al momento in cui si entra da strette vie laterali aumentandone il suo fascino.Ammiro e fotografo  un po' da tutti gli angoli dato che ancora un po' di luce me lo consente .Al centro un venditore di tele raffiguranti la piazza mi colpisce, gli scatto qualche foto esaltando il suo lavoro.La piazza assume aspetti diversi a seconda dell'ora e delle stagioni: al mattino le case delle corporazioni brillano alla luce del sole, all'imbrunire il celo fa da sfondo agli edifici illuminati.In Estate un tappeto di fiori copre l'intera piazza ,d'inverno gli amanti del pattinaggio su ghiaccio si divertono sulla superficie di ciotoli ghiacciata.

 Veduta della Gran-Palce

Attraversiamo la Gran- place, per tornarci comunque verso sera inoltrata e ci avventuriamo per circostanti stradine della citta' bassa osservando le meraviglie dell'arte gotica. In pochi minuti raggiungiamo abbastanza casualmente la Rue des Bouchers e ne siamo attratti per il colore rosso di numerosissime tavole imbandite. Si tratta della via dei ristoranti che espongono incredibili piatti a base di pesce per far cadere in tentazioni i turisti come noi.. ma data la stagione non proprio adatta a mangiar all'aperto ...in nessun tavolo infatti (all'ora che passavamo noi) sedevano persone per mangiare. Neanche quì mi sono lasciato sfuggire qualche suggestivo scatto fotografico. Proseguendo ancora un po' si arriva ad una stupenda galleria commerciale:: la Galeries St Hubert . Specolare nelle due lunghe braccia presenta lungo tutta la sua lunghezza degli enormi lampadari sia a destra che a sinistra . Il soffitto, molto alto e molto luminoso grazie a degli inserti in vetro che di giorno fanno filtrare la luce del sole, all'imbrunire invece il vetro si colora di un blu cobalto, i lampadari si accendono e l'atmosfera si colora  di persone che passeggiano e fanno shopping .Gli altri entrano in una libreria , io ammiro tutto questo, fotografo, cerco l'inquadratura migliore, per caso un tipo con una Leika si china per fotografare dei tavolini di un bar , cerco di imitarlo , mi sorride.

Ad una delle due estremità scorgiamo un bar, fa freschetto, decidiamo di entrare per una cioccolata calda e anche per riposarci un pò. Il bar , piccolissimo ma grazioso si eleva su due piani con una scala molto stretta. C'e' gente che mangia ,chi sorseggia un tè , io prendo una specie di bevanda al gusto di cacao con della panna , ma non la chiamerei cioccolata... qualcosa di simile comunque.

Sono orami le 18 e finalmente al gruppo vacanze si aggiunge l'ultima persona che mancava. Infatti uscendo dal bar ci aveva raggiunto Roberta. Stanca per la giornata di lavoro ma contenta di averci finalmente trovati.

Come Vi dicevo Roberta si trova a Bruxelles per un lavoro che la impegnerà per circa un anno e l'azienda per cui lavora le ha messo a disposizione un mini appartamento vicino alla stazione centrale, quindi molto comodo per raggiungere il treno e per gli spostamenti quotidiani. Approfitteremo della sua disponibilità domenica mattina quando lasceremo nella casa le nostre valige durante la visita della città con il bus turistico. Ma ci sarà tempo per parlare anche di questo.

Lei, abbastanza pratica della città nel frattempo che si cammina ci illustra alcuni edifici che avevamo visto qualche ora prima del suo arrivo. Ci accompagna alla Place de la Bourse dove l'edificio neoclassico del 1873 della Borsa appunto, ne occupa una gran parte .La facciata è arricchita di fregi e frutti esotici cavalli in corsa e figure allegoriche.

Torniamo a visitare la Gran -place, dove gli alberghi, i bar e la torre che sovrasta la piazza sono tutti illuminati. Lo spettacolo e' degno di una sosta prolungata , di qualche fotografia ai palazzi e anche di un pò di spiegazioni architettoniche che in qualche modo Roberta riesce a trasmetterci. Ormai  ora di cenare cominciamo a guardarci intorno per trovare in ristorantino tipico di Bruxelles. Impresa non facile finchè Nicoletta ci avverte che la guida segnala un locale tipico. Buon per tutti ci mettiamo alla ricerca della via partendo dal luogo dove ci trovavamo. Dopo aver imboccato e sbagliato varie stradine arriviamo al ristorante. Anche quì e sempre le saremo grati ,Stella e Paolo D.C fanno per tutti la traduzione di un qualcosa impossibile da pronunciare e nello stesso modo praticamente sconosciuto. A fatica riesco a capire che il piatto che più mi ispirava era a base di coniglio con salsette annesse e patate fritte. Però dopo a stomaco pieno ero soddisfatto e appagato da quello che avevo mangiato un po' meno del conto che il cameriere ci ha presentato !

La giornata cominciata molto presto era ormai al termine e anche se bisognava ritornare all'albergo che non era proprio vicino. Erano passate le una di notte. La mattina seguente il ritrovo era fissato alle ore 9,30 davanti alla Gare central per andare a visitare la cittadina di Bruges.