Mercoledì 15 Agosto 2001

La Death Walley

Ancora frastornati dalla serata al casino' di Las Vegas ripartiamo verso il Parco Nazionale della Death Valley.

Da Las Vegas alle porte del parco ci sono circa 200 chilometri.

Come scritto in tutte le guide del mondo la "Valle della morte"e' il bacino più arido di tutto il continente americano e il consiglio per visitatori e turisti prima di avventurarsi all'interno della valle e' di assicurarsi il pieno del carburante e una buona scorta di acqua da bere per persona perche' le temperature sono in questa zona le piu' alte mai registrate.Basta il nome per far pensare al calore opprimente e alla luce accecante.Siamo per l'appunto nel deserto del Mojave,al confine tra California e Nevada e  il suo nome e' dato dal ricordo dei cercatori d'oro che vi perirono. Un avvallamento di 225 kmq situato tra ripide pareti montane di roccia nuda.Milioni di anni fa la valle era ricoperta da un lago poco profondo; l'acqua evaporata lentamente ha lasciato dei piccoli stagni salati distese di fango e dolci dune.

Iniziamo la visita a questa regione da sud, proveniendo per l'appunto da Las Vegas. Il primo punto panoramico che si incontra e' una pensilina  a 1669 metri sul livello del mare.Lo scenario e' apocalittico: la flora e' rara un queste zone,la fauna e' per lo più notturna. All'inbrunire, quando le temperature scendono il silenzio e' interrotto dai guaiti dei coyote o dal grido dei chiù.Una geologia complessa , una riserva naturale incontaminata,siti di interesse storico e culturale.

Siamo per l'appunto al  Dantes Wiew dove si puo' ammirare la depressione salata di Badwater a  86 metri sotto il livello del mare.

Una visita veloce perchè il caldo torrido mette a dura prova le nostre forze e anche i radiatori delle macchine.Singolare la presenza lungo  la strada di vere e proprie vasche con acqua non potabile ma adatta a raffreddare i circuiti del motore per chi si trovasse in panne.Fortunatamente il nostro Pajero non ha avuto bisogno di eventuali rabbocchi di acqua .                                                                             

Continuando, l'HU 190 si raggiunge uno dei posti più famosi al mondo. E' il punto panoramico dai mille colori di Zabriskie Point che domina cime assolate. Famoso soprattutto  per il film di Michelangelo Antognoni girato proprio in questi luoghi nel 1970.                                                        

 Non meno importanti solo i contorni mutevoli di Sands Dunes; vere e proprie dune di sabbia che raggiungono fino a 24 metri di altezza, create dai granelli di quarzo scolpiti senza sosta dal vento.

E' troppo caldo non si resiste in questi zone! Decidiamo di continuare velocemente per raggiungere una zona piu' fresca.

Passiamo vicino ad altri due parchi nazionali che a causa del poco tempo a disposizione non riusciamo a visitare.Sono il Sequoia e il Kings Canyon National park.Questi parchi gemelli dal paesaggio spettacolare sono famosi soprattutto per i loro alberi, i piu' grandi del mondo.Con una superficie di 3500 kmq, si estendono nella Sierra Nevada,la regione piu' elevata e frastagliata della California.Centinaia di sequoie giganti dominano il paesaggio ergendosi solennemente con i loro tronchi massicci di color ruggine.I piu' vecchi esemplari sono nati  circa 2500 anni fa.Il piu' grande del mondo , il General Sherman Tree misura 9 metri di diametro, e si erge per 84 metri d'altezza .Visita il parco e le sequoie a 360°.

Ma dalle dune della Valle della Morte fino a Mammoth Lakes  sulla US 395 ci vogliono tre ore di macchina in pieno territorio californiano.

Paesino di incantevole bellezza e' una località di sci invernale molto famosa. Le alte montagne che la circondano si specchiano in una serie laghetti  che non hanno niente da invidiare con le nostre Alpi italiane. Ci sarebbe piaciuto fermarci qualche giorno per visitare questi paesaggi anche perchè quì la temperatura era a livelli più accettabili .Troviamo da dormire sul collaudato e sempre ben pulito Motel 6 e un veloce bagno in piscina, decisamente fredda ravviva la serata.