Irlanda Breve 2017:

 

Alla ricerca di un po’ di fresco tra la verde Irlanda.

 

 

 

 

 

Non a caso in questa estate torrida, tra incedi e siccità l’idea di andare in vacanza in un luogo con temperature oltre i 30 gradi, proprio non era nei miei programmi. Dovevo trovare un luogo che non fosse troppo distante da Milano (max 3 ore di aereo), che avesse delle belle aree da visitare e appunto temperature medie intorno ai 20/22 gradi al massimo dato che di caldo ne avevo già subito abbastanza in Italia per tutto Giugno e Luglio.

 

Naturalmente doveva essere un luogo che non avevo visitato e ormai in Europa in questi ultimi anni ero stato un po’ dappertutto. Insomma come al solito in questi ultimi anni mi affido alla ricerca tramite il sito dei “Viaggi avventure nel mondo” e la sua pagina Facebook collegata, sperando un qualche idea o ispirazione. Per farla breve, seleziono un paio di destinazioni e ci ragiono un po’ sopra. Innanzitutto il mese Agosto è fitto di viaggi un po’ dappertutto e mi fisso una data di partenza e di ritorno non superiore a 10 giorni, d’altro canto le ferie le ho solo in Agosto e quindi non ho molta scelta.

 

Mi viene in mente che un paese che certo non si suda neanche in Agosto e che addirittura la percentuale di pioggia non è indifferente. E sto proprio parlando dell’Irlanda, dove un detto dice: “Oggi qui pioverà, ma sono sicuro che pioverà anche domani”. Be’ sperando che proprio proprio non sia sempre così prenoto la mia vacanza. A dire in vero in Irlanda c’ero già stato ma nel 1997 ma in quella occasione non era stato possibile visitare alcune città e luoghi di mio interesse nell’Irlanda del Nord, per questioni politiche/religiose note, cosa che nel 2017 è possibile fare senza nessuna restrizione.

 

A questo punto attendo come di consueto che l’organizzazione fissi il nome del coordinatore e che si componga in gruppo di persone che saranno i miei compagni di viaggio per 10 giorni in Irlanda. La faccenda sembrava molto facile a parole e non mi dilungo troppo a riguardo, ma questa è stata proprio un’avventura anche se dopo le cose sono andate bene lo stesso per tutti.

 

Insomma finalmente si parte per l’Irlanda il 5 Agosto 2017.

 

Barbara, Sonia, Roberta, Antonella, Elena, Francesca, Beatrice, Cristina, Sara, Stefania, Annamaria, Davide, Andrea, Vincenzo, e naturalmente io, armato della mia macchina fotografica per essere nominato da subito il fotografo ufficiale della vacanza, dato la mia passione fotografica dimostrata già nei primi giorni di vacanza. Sono anche uno dei 4 autisti che si sono resi disponibili alla guida in Irlanda, naturalmente come in Inghilterra, le macchine hanno il posto guida opposto all’Italia e si guida a destra e nelle rotatorie bisogna dare la precedenza alle macchine che arrivano da destra. Per una persona che non ha mai guidato in questo paese, ci vuole qualche chilometro per fare un po’ di pratica ma poi ci si abitua.

 

La nostra coordinatrice Barbara ci aveva stilato un programma di massima che in qualche modo abbiamo rispettato anche se con qualche defezione ogni tanto causa mal tempo o tempo tiranno!

 

Il programma prevedeva il viaggio in senso antiorario dell’isola con partenza da Dublino, toccando altre città come Belfast e Londonderry nell’Irlanda del Nord, Galway e Tralee, Cork, castelli, scogliere e attrazioni turistiche che si incontrava durante il viaggio, che elencherò man mano che proseguirò nel mio racconto.

 

Le credenziali per un buon viaggio ci sono tutte , la compagnia è buona , le macchine a noleggio sono cariche di gasolio e di valige, l’avventura può iniziale , senza dimenticare , ma sono dettagli… che un gruppo di 9 persone ha atteso le valigie all’aeroporto di Dublino per 20 ore, perché non caricate nella stiva dell’aereo, che altri  5 sono arrivati  a Dublino il giorno dopo per aver perso la coincidenza del volo e che la coordinatrice ha fatto il volo da sola perché non era prevista la sua partenza da Milano insieme al gruppo dei 9.

 

6 Agosto

 

La prima notte quindi la passiamo nel B&B previsto a Droghera senza valigie e dormendo vestiti sui letti a castello, per tornare a Dublino la mattina presto in atteso delle nostre valigie e degli altri del gruppo arrivati in orario stavolta con il volo della mattina. Ma una volta che tutti questi problemini si sono risolti ,con questo spirito vacanziero di Avventure si parte alla volta di Belfast. Non facciamo quasi neanche in tempo a deporre le valigie nel B&B che già ci aspettano i due autisti per il tour “Black cabs” di Belfast. Ovvero il giro della città alla scoperta dei Murales politici e la Linea della Città, cioè la storia dei murales politici raccontato con la grafica di quello che è stato chiamato “The Troubles” nella storia recente dell’Irlanda. Un percorso molto interessante che grazie a Vincenzo nostro traduttore simultaneo abbiamo potuto apprezzare. Un paio d’ore di visita sono sufficienti per poi tuffarsi nel centro cittadino a vedere negozi, stranezze della città, i loro abitanti e naturalmente mangiare in un pub e bere le prime birre. La serata scorre via veloce, ci si comincia a conoscere tra il gruppo, si chiacchera, e soprattutto si individua subito colui che di birra se ne intende e che non se ne perde una (di pinta), ecco Davide, lo chef delle birre Irlandesi. Girovagando poi per la città ci fermiamo in Piazza Arthur e sullo “Spirito di Belfast”, la scultura che rappresenta degli anelli a cipolla del 2009 scatto qualche foto di gruppo prima di rientrare nel B&B.

 

 

 

7 Agosto:

 

La mattina seguente si ricompongono le macchine e precisi alle 8.30 si parte in direzione Nord, sulla strada si raggiunge una fitta vegetazione di alberi secolari che con i lori rami che tendono al cielo si intrecciano con quelli della carreggiata opposta facendo una sorta di ombra naturale sulla strada molto caratteristica se non ci fossero centinaia di persone sotto che vogliono portare a casa pure loro il ricordo fotografico del paesaggio di “The dark hedges” , poi verso il Ponte di Corde sulla punta più settentrionale dell’isola. Una sorta di ponte tibetano ma di lunghezza quasi insignificante sovrasta due isolotti collegandoli. Dato che il passaggio è a pagamento con attesa per il proprio turno a votazione si è deciso di non effettuare la visita ma solo di vederlo da un’altra angolazione constatando lo scarso interesse, ci dirigiamo invece verso la Bushmills distillery per la visita guidata in italiano nelle aree di produzione e di stoccaggio del whiskey e naturalmente per l’assaggio finale tra bicchierini con whiskey di anni diversi di invecchiamento. A pochi chilometri un’altra attrazione decisamente di maggior impatto visivo e dato che il tempo tiene ci prestiamo a camminare sopra migliaia di ciotoli di basalto, di varie dimensioni, altezza e colore che dallo zolfo passa al grigio e al color oro e non solo, modellati dal vento nel corso di migliaia di anni dando alla spiaggia un’insolita caratteristica particolarissima. Ci troviamo sulla spiaggia delle Giant’s Causeway ovvero il selciato del Gigante con circa 40000 rocce basaltiche di origine vulcanica, è Patrimonio dell’Unesco dal 1986. Naturalmente qui le fotografie, per trovare la migliore inquadratura, il riflesso sul mare o addirittura il miglior selfie, non si contano più. Era proprio questo sito che nella mia prima visita in Irlanda non avevo potuto visitare e quindi la mia soddisfazione di essere arrivato qui è stata grande. Ma il tempo è tiranno e Barbara ci viene a cercare tra rocce e spiaggette naturali delle Giant’s perché bisogna proseguire per la prossima tappa in previsione di arrivare a sera a Bundoran nel B&B di Marina Wiey Guestuses. Ma la strada è lunga per arrivarci, decidiamo quindi una piccola tappa di 5 minuti alle rovine del Dunluce Castle e via veloci prima verso Londonderry dove ceniamo in un pup, poi un piccolo giro delle mura delle citta, per arrivare solo alle ore 23 finalmente al B&B. Alla mattina la colazione stile Irlandese con pancetta, eggs, bacon, funghi, paddish, salsicce e fagioli per gli stomachi già attivi alla mattina presto !! Però devo dire il vero, ottima colazione !!

 

 

 

8 Agosto:

 

Si parte tutti insieme, io sempre alla guida della macchina 1 con il navigatore già impostato verso la città di Sligo e la sua Abbazia, fondata nel 1253, devastata da un incendio nel 1414 e poi ricostruita successivamente. Tra i ruderi rimangono qualche tomba, la nicchia mentre il chiosco è ancora in buone condizioni. Uno scroscio d’acqua ci ferma un po’ prima della visita alla città ma ormai sappiamo bene che in Irlanda le precipitazioni durano pochissimo e a breve rispunta fuori il sole che ci lascia passeggiare sul ponte fiorito.

 

Ci dirigiamo verso l’Isola di Achille passando per 2 cittadine molto carine ovvero Newport e Westport ma il traffico non ci permette di scendere e di camminare tra le vie cittadine, ma a Newport nei pressi del ponte, in un bel pub, dato che era ora di pranzo ci fermiamo. Un buon club sandwich e una birretta rallegra la giornata. Si prosegue per la strada panoramica (da me suggerita) verso l’isola di Achille, strada che costeggia un promontorio a volta anche a picco sul mare, stradine strette dove a volte incontrare un’alta macchina è un problema ma la giornata è così bella che un po’ spensierati ci addentriamo sulle stradine naturalmente per scorgere panorami per fare qualche fotografia. Ad un certo punto la strada incrocia l’altra opposta ma un strica di mare larga poche decine di metri ci fa risalire di nuovo fino al ponte dell’isola qualche chilometro più a nord, per poi ritornare sulla vera e propria isola verso Kell, nostra meta finale del giorno. Arrivando e alla ricerca dei nostri due separati B&B osservo il panorama dell’isola che si presenta con un’unica strada principale con B&B e case private sparse fino alla spiaggia. Il posto è incantevole, la giornata con il sole che inizia un po’ a scendere all’orizzonte è ancora comunque piena di luce e il celo azzurro come non mai. Le ragazze lasciano le valigie nel loro B&B e ci dirigiamo nell’altro B&B per fare la stessa cosa e goderci ancora un po’ il sole della bella giornata, salendo un colle alla ricerca di alcuni insediamenti di case ormai solo ridotti a cumoli di pieta (The Deserted Village). Posto comunque interessante, la luce radente della sera mi ha permesso di fare alcuni scatti fotografici di grande impatto. Per volere di Francesca, scendiamo fino alla spiaggia per toccare anche l’acqua del mare, che era decisamente freddissima e con le piccole onde bisognava prestare attenzione per non bagnarsi.

 

Si inizia a questo punto la ricerca di un pub per mangiare ma come ci siamo accorti nelle precedenti sere , in Irlanda si cena presto ed è stato praticamente impossibile trovare un pub per la cena per 15 persone e dopo svariati tentativi la soluzione purtroppo drastica è stata che un gruppo si è staccato verso il proprio B&B e noi siamo rimasti in 4 cenando alle 21 e 30 grazie alla gentilissima signora in un pub nei pressi del nostro B&B  che ci ha servito lo stesso ormai a cucina chiusa e così solo con Antonella ,Andrea e Davide ci è scappato anche un bel giro di birre ,whiskey e Baileys che ho offerto per festeggiare il mio compleanno passato ormai da pochi giorni.

 

 

 

9 Agosto.

 

Riprendiamo la nostra strada in direzione sud passando per il fiordo di Lenaun per raggiungere dopo un centinaio di chilometri l’ Abbazia di Kylemore a ridosso del National Park of Connemara. Castello e sede delle Monache benedettine dal 1920, da visitare anche il grande parco sul lago che lo circonda. Barbara ci da circa un’ora e mezzo di tempo per visitare il parco e l’abbazia, e stranamente riusciamo a stare dentro i tempi. Quindi via diretti per raggiugere Galway per la visita della città. Il B&B è proprio in centro e quindi posteggiamo nella piazza antistante e sistemati i bagagli nelle camere ci muoviamo a piedi tra le vie del centro tra pub, negozietti di souvenir, la cattedrale che visitiamo e il bel porto, anche qui il sole e il bel tempo non manca, si preannuncia un’altra bella serata in compagnia.

 

Galway, me la ricordavo bene dall’altra mia visita in Irlanda, è una città giovane ed è un peccato rimanerci solo per una sera. Cerchiamo un pub dove oltre a mangiare tutti insieme ci fosse anche la musica dal vivo per fare un po’ di festa insieme. E proprio così è stato. Sistemati al piano superiore del locale mangiamo e certo non ci tiriamo in dietro con le birre, tanto paga Barbara, ecco che allora anche un giro di Irish coffe non va male o di bayles per scaldare l’ambiente e per festeggiare il compleanno di Annamaria.  Poi tre ragazzi iniziano a suonare musica irlandese o vecchie cover orecchiabili e si inizia la danza e certo non mi faccio scappare qualche giro di valzer in pista con Antonella, la serata si illumina decisamente. Non facciamo tardissimo anche perché c’era altra gente che doveva mangiare e noi in 15 occupavamo ben tre tavolate. Allora ci muoviamo per una passeggiata all’esterno fin al porto dove una bella luna si stava alzando sull’orizzonte. Poi si rientra nel B&B, alcuni fanno un altro passaggio di birra, quasi due.

 

 

 

10 Agosto

 

Si riparte sempre con il bel tempo (per fortuna) verso la seconda attrattiva di cui attendevo impaziente l’arrivo. Infatti dopo quasi 90 km verso sud ovest arriviamo sulle magnifiche “Cliff of Moher” le famosissime scogliere della rovina (dalla traduzione in lingua gaelica), impressionanti scogliere a picco sul mare vicino al villaggio di Doolin sulla costa occidentale, probabilmente il luogo più visitato in tutta l’Irlanda con i suoi 8 km di lunghezza e 217 mt di altezza nel punto più alto. Una meraviglia della natura che non ha paragoni con altri imponenti siti di tutto il mondo. Ci diamo l’appuntamento alle macchine dopo circa un’ora poco più e con Antonella, Vincenzo, e Barbara passeggiamo per la scogliera a destra per trovare la miglior inquadratura anche con le persone, poi anche quella di sinistra, il tempo non è dei migliori, ma non piove, riesco a fare dei bei scatti comunque, tutti da sistemare naturalmente una volta rientrato a casa davanti al mio iMac. Per una strada a volte stretta ma scorrevole dobbiamo fare in modo di arrivare per il tempo giusto dell’ora per non perdere la coincidenza con il traghetto a Killimer, per evitare di dover fare tanta strada in più. E così è stato, sarà per un po’ di fortuna, o la bravura del primo autista….eeee  o che, ma siamo arrivati davanti al traghetto esattamente nel momento che iniziavano le operazioni di imbarco delle ore 13, insomma un’ora guadagnata, che non era poco per i nostri ritmi ! Il passaggio ci ha servito per raggiungere il successivo B&B a Tralee .Un bel lodge in una cittadina di medie dimensioni. Anche questa volta, neanche il tempo per riposarci in camera che subito si riparte per la penisola del Dingle. Per arrivarci, saliamo con le macchine fino al Connor Pass (410 mt) ma la vista dall’alto è un po’ distorta causa il brutto tempo in arrivo e anche il vento e il freddo non lascia molto tempo per la foto di gruppo che subito rientriamo in macchina per dirigersi verso la costa per ammirare il paesaggio delle due isolette di fronte alla penisola, ovvero arriviamo fino al “Slea Head Viewpoint” per dopo riprendere la strada all’interno e seguendo la N96 rientrare a Tralee per la cena. E come al solito rientrando tardi il problema del mangiare ritorna come ogni sera, infatti solo in un piccolo “fish end cips” riusciamo a mangiar qualcosa e senza bere alcolici, dato che il locale non aveva la licenza per la birra. In un bel pub sorseggiando Guinness invece con Antonella, Davide e Andrea ascoltiamo un duetto, chitarra e voce, che interpreta canzoni famose riarrangiate e ci cantiamo sopra anche noi, o almeno ci proviamo! Serata simpatica anche questa, decisamente.

 

 

 

11 Agosto.

 

La carovana ora si sposta verso Cork, nel lento rientro verso Dublino. Ci apprestiamo prima a percorrete la penisola del Ring Of Kerry e ne completiamo una buona parte, quasi fino all’Isola di Valentina senonché le condizioni meteo esterne certo non aiutano; Decidiamo, decisione sofferta da parte mia comunque, di ritornare indietro per la stessa strada puntando su Cork, sperando che il tempo migliori. Passiamo per forza di cose per il Killarney National Park facendo l’escursione alla cascata di Torc. Be’ non pensate alle cascate islandesi, quelle sono un’altra cosa, ma la camminata in mezzo ai boschi lungo il sentiero è carina, impegnativa però, per me che comincio un po’ a non essere tanto in forma, ad avere un senso di malessere tale da passare il comando della carovana a Beatrice che inizia quindi a guidare sotto il mio occhio vigile o quasi. È si non sono infallibile neanche io, e non scendo in particolari sul viaggio (oltre 100 km) che ci separava dall’albergo, ma ringrazio ancora una volta le ragazze, Cristina, Sara e Antonella in particolare che mi hanno soccorso e che mi sono state vicine in quel pomeriggio da dimenticare.  E quindi arriviamo nel pomeriggio all’ostello di Cork e io, più morto che vivo, mentre il gruppo sistemati i bagagli nelle camere è pronto per il tour della città, mi corico sul mio letto sperando di riposare un po’. E perciò della città di Cork non ho visto niente e niente posso raccontarvi. Alcuni del gruppo al ritorno dalla cena mi passano a salutare in camera, per vedere se ero ancora vivo, ho un bel ricordo di quei momenti, emozioni.

 

 

 

12 Agosto

 

Non è che il mio malessere generale alla mattina fosse completamente sparito ma un po’ di forze le avevo riacquistate, anche perché non potevo certo rimanere lì. Partiamo comunque con destinazione il castello di Kilkenny a due ore da Cork, e a circa un’ora e mezza da Dublino, la nostra destinazione finale per gli ultimi due giorni in Irlanda. La visita all’interno del castello mi è piaciuta molto anche se tante stanze non erano aperte alla visita ma nel compenso il grande giardino a fianco dava un bel colpo d’occhio all’insieme della struttura medioevale del XII secolo. Una veloce colazione proprio di fronte e si riparte per Dublino dove ci aspetta un’intensa giornata. Il penultimo luogo dove dormiamo la notte è un ostello abbastanza in centro, e per questo le macchine le lasciamo ferme in strada, dato che comunque il traffico di Dublino non è da sottovalutare. Velocemente si riparte a piedi con le cartine della città per raggiungere il Trinity Collage ovvero il prestigioso istituto d’istruzione di Dublino rinomato a livello mondiale che nasce nel 1592 ad opera di Elisabetta I. La nostra visita all’interno dell’area va diretta alla biblioteca che al suo interno comprende circa cinque milioni di testi e importanti manoscritti tra cui il Libro di Kells, il famoso manoscritto realizzato dai monaci irlandesi intorno all’800 che per la sua realizzazione e bellezza è considerato uno dei più importanti opere d’arte dell’epoca. Naturalmente l’attesa per entrare e visitare questo luogo non è indifferente, ma pazientiamo fino al nostro turno per ammirare tanta bellezza. Di notevole interesse anche l’opera chiamata sfera di Arnaldo Pomodoro all’esterno. Si gira ancora un po’ per il Trinity per poi trovarsi con il resto del gruppo in centro città dove di certo non mancano i negozi di souvenir ma soprattutto i pub sempre affollati. Si pensa già di andare a mangiare per non rischiare di non trovare posto, ma prima entriamo al Temple bar per una birra. E un grande pub con numerose stanze dove si affollano le persone a bere e ad ascoltare musica live. Decidiamo per la cena quindi per l’ Old StoreHouse, sempre nel centro di Dublino sulla via dei pub, ci sistemano nel sotto scala, di fronte alla cucina, io non ancora perfettamente rimesso assaggio solo la zuppa del giorno, gli altri invece fanno man bassa di piatti di carne e di pesce, naturalmente Guinness per tutti, eccetto il sottoscritto per quella sera. Non si vorrebbe mai andar via da un posto così dall’ allegria di una bella serata con gli amici ma purtroppo la commessa ci fa capire che le serve il tavolo per altre persone per mangiare e quindi usciamo e camminiamo ancora un po’ in quella via affollata.

 

 

 

13 Agosto

 

Dobbiamo cambiare alloggio per l’ultima notte a Dublino e quindi per velocizzare tali operazioni e lasciarci più tempo libero, carichiamo su una delle macchine tutte le valigie che Barbara consegnerà in un luogo sicuro al personale dell’ultimo ostello . Noi così liberi dalle ingombranti valige e solo con lo zainetto, più pratico per girare la città ci avviamo alla fermata dei bus, quelli che nelle grandi città sono in parte scoperti con la guida nella lingua prescelta che si ascolta con le cuffiette e che si può scendere alle varie fermate per visitare e risalire alla fermata successiva. Il tempo è buono anche se un po’ freschetto ma partiamo comunque. Non sto qui ad elencare le varie fermare e risalite che abbiamo fatto ma sta il fatto che “dall’alto del bus a 2 piani” abbiamo avuto una bella vista soprattutto per scattare fotografie. Una sosta temporanea l’abbiamo fatta nel grande parco di St Stephen’s Green, dove nel laghetto artificiale, all’interno del parco, Antonella e non solo sbriciolava pezzi di pane creando interesse di decine e decine di papere, cigni e volatili in genere che alla vista del cibo le sono piombate quasi addosso, divertente veramente! La visita prosegue sempre a piedi o a brevi tratti in bus alla Christ Church Cathedral, ma essendo chiusa non ci è rimasto che ammirala solo dall’esterno. Da li al castello di Dublino la strada è breve, ma ci soffermiamo solo a visitare il giardino e la piazza d’ingresso molto ampia e ben conservata. A questo punto una sosta in un bar anche per riposarci e mangiare qualcosa mette d’accordo quasi tutti, nell’attesa successiva di entrare nella grande e famosa San Patrick’s Cathedral, maestosa più che mai ma come tutte queste chiese, troppo affollata di turisti, ma la visita è stata gradita a tutti. L’enorme area verde del Phoenix Park, è situata un po’ all’esterno della città ma con il bus scoperto ci arriviamo abbastanza velocemente, in questa zona c’è la residenza anche del capo di stato, naturalmente blindatissima. Ma l’appuntamento più significativo dell’ultima giornata a Dublino è per alcuni ormai imminente, ovvero la visita alla grande fabbrica della Guinness. Un mega colosso industriale, di 22 ettari sovrasta la città e ne è protagonista. La visita però riguarda solamente un’area della struttura adibita esclusivamente ad uso commerciale per reclamizzare il prodotto. Una struttura moderna di 7 piani interamente in ferro e vetro giuda il turista nelle varie lavorazioni della birra anche con video di grande impatto, il tutto ascoltando la voce registrata delle audio guide, indispensabili per capire il processo. Non manca anche qui, nei vari step, salendo le scale mobili da un piano all’altro un piccolo assaggio della famosa bevanda Irlandese, fin ad arrivare al settimo piano, il Gravity bar dove con il biglietto d’ingresso si può sorseggiare ben una pinta di Guinness e ammirale la città dall’alto, e vi assicuro che ne vale la pena. Scendendo invece a piano terra, nel Mega store, non mancano gli acquisti di centinaia di gadget proprio di tutti i generi. L’ultima cena invece la passiamo tutti insieme di fronte al nostro alloggio, è proprio l’ultima cena, si ride si scherza ancora nel bel gruppo che si è creato.

 

 

 

14 Agosto

 

La nota dolente di una vacanza, si sa è il giorno della ripartenza, hai conosciuto delle belle persone, magari ti sei anche affezionato ma aimè purtroppo arriva il momento dei saluti e son sempre dolori.

 

Non nascondo anche in questi casi che quanto scritto sopra sia il più delle volte la realtà, ma in ogni caso cerco di mostrare sempre il lato forte di me senza far affiorare un disagio nel distacco, il più delle volte lo subisco dentro e resto allegro esternamente, così forse è meno doloroso.

 

Sta il fatto, per la cronaca di fine racconto, che con tutto il gruppo ci avviamo verso l’aeroporto per la consegna delle macchine noleggiate, non senza difficoltà nel trovare la strada, con l’ansia di fare tardi per arrivare al check-in causa il dover fare il pieno di gasolio alle macchine e di non trovare l’ingresso del distributore, e ancora il controllo dei mezzi da parte del personal addetto. Sembra strano ma tutto si è risolto bene anche se la mia pazienza il mio self control hanno avuto dei grossi problemi, difficili da nascondere. È stata una mattinata un po’ così, fin a quel momento direi che mi ero anche comportato bene, qualcuno ha scoperto il mio lato oscuro.

 

I voli con scalo a Francoforte per Milano e Roma sono stavolta abbastanza puntuali, Antonella deve avvalersi anche di un altro volo fino in Puglia, mentre Annamaria, si fa un buon pezzo anche di ferrovia per arrivare in Campania. Tutti comunque rientrano nelle loro abitazioni, e alcuni già la mattina successiva ripartono per altri giorni di ferie, beati loro!

 

Ancora inerente al viaggio, per la cronaca alla fine sono stati percorsi circa 1950 km, ad una velocità massima di 134 km ma di media non superiore ai 55 km/h, un tempo totale di movimento superiore alle 30 ore e 13 ore di sosta totali.

 

 

 

I ringraziamenti sono la cosa più difficile da scrivere per non scendere nel banale.

 

Se dovessi scegliere chi ringraziare di più o chi di meno starei qui delle ore ancora a far commenti su uno e sull’altro elemento del gruppo che può o meno aver contribuito alla buona riuscita della nostra avventura, allora dato che si tratta di una vacanza e che tutti hanno fatto la loro parte nel bene o nel male, io promuovo tutti perché complici comunque di un viaggio e perché non mi piace parlar male degli assenti !! ahahhah

 

Per quello che riguarda me, nei confronti del gruppo invece, spero di essermi comportato sempre nel giusto, proponendo scelte e idee in base ad una piccola esperienza personale per quanto riguarda questo tipo di avventura, senza aver arrecato danno morale a qualcuno, che non me ne voglia se non sempre si è riusciti a fare tutto il previsto del programma. Voglio comunque lodare Barbara che nelle difficoltà di gestione ha sempre cercato di risolvere eventuali disservizi che si possono essere presentati.

 

 

 

E chi dice che in Irlanda piove sempre ????

 

Un saluto e un arrivederci, turisti un po’ per caso un po’ per gioco per nuove avventure dal vostro autista, fotografo, e in taluni casi convalescente Gianpietro