“Dresda Praga Estate 2019”

 

Un nuovo modo di fare una vacanza si è presentata davanti a me e ora ci proverò a raccontarvela.  

Premessa:

Siamo ai primi di Giugno e come la maggior parte degli italiani che le ferie le hanno solo in Agosto, anche io inizio a sfogliare qualche catalogo per farmi venire un’idea per le mie vacanze. Sono solito a organizzarmi per i viaggi con la formula “visita di un luogo/stato/regione in macchina e gli occupanti si alternano alla guida e pernottamento in B&B o piccoli alloggi convenzionati” e non era scontato che anche per quest’anno la mia vacanza andasse in quella direzione, ovvero l ’idea era di visitare la visita della Cornovaglia, regione bellissima dell’Inghilterra di cui molto ho sentito parlare e spero di visitare comunque al più presto.

Sta il fatto che alcuni amici a me molto cari del mio paese mi interpellano proprio per sentire se sono disponibile ad una vacanza alternativa in bicicletta. Sono già un ciclista e giri ne ho fatti assai ma il luogo di cui loro erano interessati a visitare con la bici effettivamente neanche io ero mai stato e allora mi sono lasciato convincere per iniziare ad organizzarsi per la ciclabile Dresda/Praga di 263 km da coprire in 5 giorni e affinando il compito di prenotate il tutto dal portale di “Zeppelin” sotto il nome #girolibero Ciclabile Dresda Praga.

 

Allora in questo caso la formula del viaggio è leggermente diversa perché comporta la partenza dal luogo stabilito, il percorso sulla ciclabile con le biciclette dell’organizzazione e il trasporto dei propri bagagli affidato ad un pulmino che ogni sera fa si che gli stessi arrivino all’albergo alla fine dalla tappa prevista. Durante il percorso in bicicletta si visita e si fanno escursioni nei luoghi principali della zona con una media di circa 45 km al giorno.

 

Quindi riusciamo a prenotare il tutto nei tempi stabiliti e tra di noi iniziamo ad immaginarci come sarà la vacanza e cosa ci sarà da visitare. Infatti nel nostro specifico viaggio, l’inizio della vacanza vera e propria stava nel raggiungere un albergo della città di Dresda alla data stabilita dove avremmo incontrato sia il coordinatore del viaggio ma anche altre persone che come noi avevano prenotato a suo tempo per la stessa destinazione, persone che non conoscevamo ma eravamo entusiasti di fare amicizia con loro quanto prima. Insieme a loro avremmo condiviso una settimana poco più tra le campagne lungo le rive del fiume Elba prima e del fiume Moldava poi fono all’arrivo a Praga, nostra meta finale.

 

Con i miei tre amici abbiamo ragionato a priori per raggiungere Dresda in treno partendo un giorno prima dall’Italia e soggiornando una notte a Berlino per visitare questa stupenda città.

Così è stato che con Francesca, Massimo e Alessio arriviamo con l’aereo di buon mattino a Berlino. Nella valigia c’è tutto il necessario per una vacanza all’aria aperta in bicicletta, nello zainetto, la borraccia e il caschetto e macchina fotografica!

Ci dirigiamo al nostro albergo per depositare le valigie e dopo una prima colazione abbiamo appuntamento per visitare la cupola del Palazzo del Reichstag, il parlamento tedesco, e avere quindi una prima bella panoramica della città dall’alto. Aimè, mi sarebbe piaciuto salite sulla torre della televisione in Alexander Plaz ma non c’è stato il tempo, vorrà dire che tornerò un'altra volta a Berlino solo per salite sulla torre! Nel pomeriggio decidiamo di fare un primo allenamento in bicicletta tra le vie di Berlino, città che offre molte piste ciclabili per essere visitata e dato che Massimo ed io c’eravamo già stati, facciamo da guida agli altri amici visitando anche se velocemente i punti nevralgici della città, l’atmosfera è allegra, il tempo abbastanza buono, il pomeriggio scorre veloce fino a sera. Usciamo per cena con l’idea di raggiungere Potsdamer Platz, la famosa piazza dei grandi grattaceli illuminati di Berlino, ma il tempo non è sicuro e restiamo a mangiare nella zona dell’albergo in un ristorante indiano. Un breve scroscio d’acqua ci fa rientrare in albergo non prima di un’ultima birretta nel bar di fianco, stanchi andiamo a dormire dato che la sveglia alla mattina era suonata alle 3.

 

Il nostro amico Alessio, un po’ dolorante da tempo ad un’anca non se la sente di camminare fino alla stazione centrale (30 minuti a piedi) dove ci attende il treno per Dresda e quindi con un taxi in pochi minuti raggiungiamo l’imponente stazione. Alle 11 precise precise partiamo per Dresda con un treno super veloce nel nostro scompartimento prenotato già quasi un mese prima.

Qualche momento per riposare dato la notte non è che avessi dormito molto complice anche la mancanza di tapparelle in camera ma solo delle tende dietro alle finestre che non servono a molto per far sembrare notte.

 

In un paio d’ore raggiungiamo la città di Dresda, anche questa a prima vista molto grande e piena di turisti nelle sue belle piazze e castelli. Il nostro albero da indicazioni si trova fuori la città e quindi con il tram lo raggiungiamo dopo circa 14 fermare e quasi mezz’ora di viaggio. Ma il pomeriggio è lungo e dopo una veloce doccia decidiamo di ritornare in centro con il tram per bere qualcosa e visitare lo Zwinger uno dei principali monumenti della città, un bel complesso architettonico in stile barocco del 1710. Inizio proprio qui a scattare le prime foto di questi bei palazzi e giardini, e naturalmente i primi selfie tra di noi.

E ad un certo punto ecco che il mio telefono mi segnala che il ritrovo con il gruppo è fissato alle ore 18 e 30 nei pressi dell’albero Azimut di Dresda. È il primo messaggio del coordinatore. Allora con calma riprendiamo il tram e dopo altre 18 fermate, mezz’ora di viaggio e 2,4 € di biglietto ritorniamo in albergo non prima di aver fatto conoscenza proprio in tram con Caterina da Napoli, la nostra prima compagna di viaggio del giro in bicicletta.

Da lì a poco facciamo una prima conoscenza di tutti i partecipanti che si erano raggruppati nella hall, in primis il coordinatore Riccardo, il nostro romagnolo doc!

Ecco che arriva Natalia e Luca, Giacomo, la Franca e Walter, Renzo, la Tea, Ornella, Lino e Angela, Cristina,Paolo,Daniele,Caterina 1 e Caterina 2 ,Anna, Lisa, Maurizio e Francesco. Avremo modo di conoscere e ricordare tutti questi nomi nei giorni del viaggio, per il momento una stretta di mano e la solita confusione di nomi regna per tutti. Si riparte con il tram nuovamente  per  Dresda per la cena prenotata in centro dove in qualche maniera il Riccardo ci illustra per sommi capi cosa sarà e come si svolgerà l’indomani mattina la vera vacanza in bicicletta.

Un briefing nel garage dell’albergo per la consegna delle biciclette e delle sacche e della borraccia, la prova dell’altezza della sella, e poco di più e all’indomani mattina con una splendida giornata di sole alle 8.30 precise siamo pronti per partire, ammenoché qualcuno non scambiasse la sua bici con quella dell’amico così da rimanere senza una bicicletta ma tutto si risolve velocemente e in fila quasi indiana si lascia l’albergo direzione Bad Schandau .Ogni giorno durante il percorso affrontiamo delle tappe intermedie dove visiteremo le meraviglie del luogo come castelli e parchi con giardini fioriti e pause per il pranzo nei centri minori lungo la nostra strada principale.

Ecco che la prima sosta del primo giorno la facciamo alla residenza estiva del Re di Sassonia visitando il suo maestoso parco, una sorta di giardino botanico a tutti gli effetti. Ci troviamo a nel complesso del Castello e del Parco di Pillnitz, fuori Dresda. Una passeggiata di un circa un’ora fa si che questi nuovi amici appena conosciuti inizino un po’ a interagire tra di loro, tra le prime foto di gruppo ma soprattutto al grido di Giacomo verso la fine della visita: “Caffè ?” Sarà il nostro uomo per tutto il viaggio che renderà allegra questa vacanza, ma pian piano altri personaggi sveleranno le loro doti nascoste. Si riprende le biciclette sempre legate da una grossa catena durante le soste e si continua la pedalata tranquilla lungo il fiume Elba. Riccardo sempre in prima fila tiene la velocità costante, il gruppo si snoda dietro a volte anche per un centinaio di metri, l’andatura è lenta perché non tutte le persone del gruppo sono proprio pratiche della bicicletta con cambi e moltipliche e capita che la scopa (ovvero l’ultimo della fila) debba chiamare al telefono Riccardo perché ha perso la visione della testa del gruppo causa persone troppo lente ad affrontare strade perfettamente piatte e senza nessuna difficoltà. Vabbè capita anche questo, ma avremmo tempo di affrontare il discorso anche per le salite più avanti.

Si prosegue quindi per la cittadina di Pirna per un veloce break di un’insalata e poco altro.

Nel pomeriggio ci attende la visita ad un altro castello che raggiungeremo grazie ad un bus rosso a due piani e un piccolo trenino quasi assomigliare a quello per i bambini di una qualsiasi città. Non è stato possibile raggiungere il castello in bicicletta dato l’eccessivo traffico di macchine presente in quella strada, ma con il trenino ci siamo divertiti assai.

Arriviamo così alla Fortezza di Kцnigstein un vero e proprio museo storico-militare all’aperto, cassaforte del tesoro di Augusto il Forte. Un vero e grande castello molto interessante da visitare, e fotografare e con le spiegazioni di Riccardo, assolutamente da non perdere. Poi la vista dall’alto della curva naturale del fiume Elba scatena in noi l’entusiasmo maggiore per la foto panoramica più bella. Riscendiamo e recuperiamo le bici per gli ultimi chilometri prima dell’arrivo a Bad Schandau ma una piccola deviazione di Riccardo nei pressi del paese ci fa stare in ammollo per qualche minuti sull’acqua quasi ghiacciata di una sorgente per riattivare la circolazione dei piedi e con la possibilità di riempire la borraccia di acqua fresca. Rientriamo velocemente al nostro Hotel dove la cena buffet è già pronta nella magnifica sala da pranzo in pietra posta al di sotto del livello dell’albergo. Le relazioni tra di noi alla fine della prima giornata di pedalata (56 km) sono buone, il gruppo inizia a amalgamarsi, complice anche il non difficile percorso e di straordinaria bellezza paesaggistica.

La mattina successiva dopo un temporale notturno partiamo puntuali ma l’aria non è così calda e una piccola giacchetta antivento indossata aiuta molto, lasciamo da li a poco definitivamente la Germania per entrare in Repubblica Ceca e ci rechiamo a visitare il Parco Nazionale Narodni-Ceske Svycarsko  e iniziamo una facile camminata in mezzo al bosco con piante e rocce molto particolari che ci porterà in una mezzoretta di cammino alla sommità della montagna dove un maestoso arco di pietra (Pravcicka brana) modellato dal vento da migliaia di anni è affiancato da un ristorante che sembra un rifugio. La presenza incessante di vespe nei pressi del sito provoca momenti alquanto fastidiosi specie durante il pranzo: un buon piatto di gulasch riscalda anche lo stomaco dato che il tempo nel corso della mattinata faceva un po’ le beffe con continui togli e metti di antivento e anti pioggia. La visita prosegue su scalette ripide per appezzare il paesaggio circostante, una sorta di Canyon con soste continue per la classica foto di gruppo da rivedere piacevolmente la sera sui video Relive postata dal buon Riccardo, raccogliendo gli attimi salienti con le fotografie e il precorso della giornata. Si scende nuovamente a recuperare le bici e coloro che non erano saliti e si prosegue. Capita spesso che per esigenze di ciclabile si debba cambiare lato del fiume e grazie a piccole chiatte in un paio di minuti si caricano le bici e si passa nella sponda opposta, dove non a caso potrebbe piovere a dirotto rispetto all’altra sponda ma tutto si risolve in pochi minuti ed è più il tempo che si perde a spogliarsi dagli antipioggia che l’acqua che effettivamente cade dal cielo, meglio così va ! Arriviamo ad un certo punto del percorso dove 2 colonne poste al cento della strada danno la netta sensazione del confine Germania /Repubblica Cieca, e non può mancare la foto di rito e le acrobazie di Riccardo per entrare nel sefie. Riccardo ci stupisce sempre di più infatti un quel luogo ameno ci invita a seguirlo a piedi per una salita molto pendente formata da grossi coitoli alquanto scivolosi, per una quarantina di metri. Alla sommità è presente una vasca di recupero dell’acqua che scende dalla montagna e in un battibaleno il nostro amico si tuffa in un bagno rinfrescante (bè l’acqua era gelida di suo comunque) e senza esitazione si fa 2/3 vasche senza problemi mentre noi attoniti non ci resta al massimo che fotografarlo, nessuno cede alla tentazione di imitarlo! Dopo questa nuova prova di forza del nostro coordinatore raggiungiamo il nostro albergo a Decim  per la sera. Oggi 36 km ma tante passeggiate a piedi. Si cena in un bel ristorante lungo l’Elba, la trota servita dalla signora non era male , la birra scorre a fiumi naturalmente. All’esterno Riccardo ci illustra la tappa del giorno successivo ricca e intensa come sempre.

Infatti la mattina puntuali alle 8.30 la carovana riprende una bella strada panoramica sempre in pianura per raggiungere la prima escursione della giornata ovvero la visita al birrificio di Breznak nei pressi di Velke Brezno. La visita guidata a tutto il comparto produttivo della produzione della birra è molto interessante e tra la signora addetta alla spiegazione e Riccardo abbiamo un quadro completo di come si fa la birra a livello industriale ma l’assaggio finale nei locali non  taglia la testa alla bontà della birra ma sicuramente le gambe a chi come me alle 11 della mattina avrebbe preferito un cappuccino che due bicchieri di birra di cui una scura ancora più forte della prima con ripercussioni pomeridiane del mio stomaco che solo grazie ad un okitask mi ha evitato un pauroso mal di testa che cominciava a rendermi la pedalata difficile. Comunque molto appezzato anche il pranzo nei pressi della birreria dalla signora amica di Riccardo dove ho sorseggiato la mitica Kofola, ovvero la Coca-Cola della Repubblica Ceca, che fa più male che bene , ma dopo 2 birre non potevo certo fare il tris. Ma certo che da li a poco arriva in nostro amico “Caffè “che aveva pranzato poco distante in cerca di “A-Lù”, Il grande ciclista Luca , in pratica, Per bere insieme il caffè o la Becherovka  una sorta di liquore, preparto naturale a base di erbe con gradazione alcolica del 38 % .  Insomma tra birra liquore e Coca cola non ci resta che ripartire sperando di reggersi ancora sulla bicicletta non prima della foto di rito al piccolo castello nei pressi della cittadina.

La carovana prosegue direzione del castello di Strekov ma anche un temporale passeggiero viaggia insieme a noi e la salita di 800 mt per arrivare alla sommità non risparmia la ventina di ciclisti che con le loro forze (di gambe) cercano di evitare l’acquazzone. Ecco che in quei momenti le gambe allenate alle salite sprizzano di gioia per chi arriva per primo e tra Massimo, Riccardo, Giacomo e Luca è una dura lotta, subito dopo arrivo io, gli altri a seguire, c’è chi si perde che chi perde un pedale della bici ma arriva al castello degnamente. Non facciamo nomi…!!! Raggiungiamo l’interno per ripararci dalla pioggia, e principalmente ci affacciamo alle mura maestre per godere di un ottimo panorama dell’Elba e di un sistema di chiuse per il passaggio di mercantili. Riccardo scherza con la fune per l’impiccagione e si fa fotografare sotto l’asta di legno. Acquazzone passato, riscendiamo per recuperare Caterina che oltre ad essersi persa non trovava più la strada per proseguire. Si termina la giornata in bicicletta praticamente con un bagno nell’Elba in una spiaggetta a pochi chilometri da Litomerice all’Hotel Roosevelt , nostra tappa della giornata dopo 57 km. La cena al ristorante DobraBasta è in un certo senso il posto più elegante dove abbiamo mangiato, con una bella clientela e un bel servizio grazie a numerose e graziose cameriere del locale. Da non dimenticare!. Durante la serata il fedelissimo Paolo ci allieta con le sue esperienze di vita in giro per il mondo sempre con la sua inseparabile sigaretta elettronica.

La mattina seguente davanti al nostro albergo ci aspetta la Signora Rosa, nonché colei che ci guiderà alla visita del campo di concentramento di Terezin da lì poco distante. Chiamato anche Getto di Terezin è stato una struttura di internamento e deportazione utilizzato dalle forze tedesche del 1941 al 1945, fu in realtà un luogo di raccolta e smistamento di prigionieri da indirizzare soprattutto ai campi di sterminio di Treblinka e Auschwitz. La visita e la spiegazione sono state molto apprezzate da parte di tutti e verso la fine abbiamo assistito anche ad un filmato riassuntivo che spiegava bene con disegni animati la situazione dei campi di concentramento nella 2° Guerra Mondiale.

Superato questo momento anche di informazione così particolare si riprendono le bici per in direzione Melink dove dall’alto del castello potremmo vedere per la prima volta il fiume Moldava che ci accompagnerà fino a Praga e salutare il mansueto Elba. Mansueto si ma basti pensare all’anno 2002 dove una violentissima inondazione alzò il livello del fiume che straripò, naturalmente provocando distruzione ovunque dato che si possono scorgere dei ceppi di cemento dove sono segnate le varie misure in cui il fiume è arrivato negli ultimi 2 secoli e quella del 2002 è la più alta, forse la più impressionante, un livello di 8.9 mt sullo zero idrometrico. Ma tuttavia la ciclabile adesso è sempre lì che costeggia il fiume, speriamo che tali catastrofi non succedano più.

E a tratti la ciclabile diventa un sali scendi, qualche piccola collinetta da superare ma che non mette in difficoltà i nostri ciclisti ormai con la gamba allenata!!

E anche con un ultimo sforzo di una piccola salita si arriva nei pressi del castello di Melnik anche questa volta quasi sotto il solito acquazzone che dura pochi minuti ma non ci lascia il tempo di visitare il castello prima di cena. Infatti raggiugiamo in fretta il nostro albergo che si trova dalla parte opposta della collina prima di bagnarci per fortuna. Ma il tempo cambia velocemente e da lì a poco si schiarisce e torna il sereno che ci da la possibilità di uscire a piedi e sorseggiare un buon aperitivo nella piazza principale della graziosa cittadina. Ultima cena diciamo già “pagata” la consumiamo in uno dei saloni del castello, molto elegante anche questo e molto sfarzoso ma le pietanze lasciano un po’ a desiderare, invece il vino secondo me era molto buono e 2 bicchieri mi fanno girare la testa.

 

Si rientra in albergo, alcuni invece, da sentito dire, si fermano ancora nella piazza centrale e tra Riccardo e Caterina partono dei cori eccellenti, quasi dei balli. Riccardo ci aveva già stupito nei giorni scorsi per una sua cantata di alcuni versetti della Divina Commedia che mi ha molto impressionato per la bravura della sua recita.

 

L’ultimo giorno di pedalata, ovvero il giorno dell’arrivo a Praga, con un bel sole finalmente la carovana sia avvia leggera spesso fermandosi a magiare mele lungo il percorso, che si trovano in abbondanza e facendo tappa prima al castello di Veltrusy con i suoi fiori rossi molto particolari e nel pomeriggio ormai alla periferia di Praga al castello di Troja ,residenza estiva in stile barocco con un’enorme giardino davanti con la classica fontana che non può mancare. Facciamo una lunga sosta qui prima di affrontare il traffico cittadino di turisti, macchine e tram che invadono giornalmente Praga. L’arrivo è gioioso a tratti diventa però improponibile per far si di non perdere qualcuno per strada essendo noi un gruppo numeroso.

In qualche maniera finalmente dopo  60 km arriviamo al nostro albergo a Praga

L’ingresso è da stadio, decisamente: in quella piazzetta ci aspetta Jan , il nostro autista che con molta umiltà ogni giorno ci ha portato da un albergo all’altro tutto il nostro bagaglio e di questo lo ringraziamo assolutamente, e lui ci ha fatto i suoi saluti presentandosi con una biciletta tutta ricoperta di fiori e con la bandiera italiana e nella cesta davanti per ognuno una piccola bottiglia di prosecco che naturalmente abbiamo  stappato e bevuto complimentandosi a forza di cin-cin con tutti gli amici e non poteva mancare il sottofondo musicale di Riccardo, con la canzone “We are the champions” che tutti hanno intonato a squarciagola . Insomma una grande festa per aver terminato la pedalata tutti insieme senza problemi e rischi e con tanta allegria i nostri 263 km in 18 ore di bicicletta.

 

Non mi dilungherò ancora a raccontarvi l’ultimo giorno ( o due per alcuni) passati a Praga  visitando le piazze e i castelli che sono presenti in questa bellissima città.

Lo scopo di questo mia racconto è stato di ricordare i bei momenti vissuti con questa esperienza in bicicletta facendo anche la conoscenza di nuovi amici e sperando di essere stato ben voluto nel gruppo, un po’ con le mie fotografie, un po’ condividendo altre esperienze di vacanza non sempre come questa.

Non mi resta che ringraziare in primis Riaccado per aver saputo gestire al meglio un gruppo così numeroso di persone e riuscire quasi sempre ad accontentare tutti ognuno con le proprie esigenze, ognuno con i dubbi del viaggio, anche quelli che non si ci si aspettava che ce la facessero!

Non nomino nuovamente tutti voi cari amici di pedalata ma con il pensiero vi ringrazio del tempo che mi avete dedicato anche leggendo questo mio semplice racconto di una bella settimana di vacanza.

A presto turisti un po’ per caso un po’ per gioco.

Gianpietro.